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Vaccini, nel Lazio 7mila cancellazioni al giorno: Regione studia il piano dopo verdetto Ema

D'Amato: "Tutti coloro che erano prenotati saranno richiamati e nessuno rimarrà senza vaccino"

Ora si procede per step. Domani ci sarà il verdetto dell'Ema prima e di Aifa poi su AstraZeneca. La speranza - di tutti - è quella che il vaccino sia considerato sicuro, altrimenti significherebbe tornare indietro di mesi. Nel Lazio, per il secondo giorno consecutivo, sono stati cancellati altri 7 mila appuntamenti, se il ritmo sarà questo si arriverà a 28 mila cancellazioni entro venerdì, giornata nella quale si spera di riprendere il ritmo.

Anche perché il virus non arretra e lo testimoniano le terapie intensive sempre più piene (294 pazienti gravi) e secondo i dati Agenas a rischio, rendono conto i parametri del Ministero della Salute.

Se domani l'Ema (che già ha dato un primo parere positivo) sbloccherà la pratica confermando l'affidabilità di AstraZeneca, ecco allora che l'obiettivo sarà quello di recuperare il tempo perso.

Il primo passo sarà la conferma delle prenotazioni già previste nei giorni che verranno, aggiungendo di volta in volta, chi si è ritrovato con l'appuntamento depennato. L'obiettivo sarà recuperare tra le 800 e le 1200 inoculazioni al giorno. Se davvero andrà così, ci vorrebbero tra i 25 e i 35 giorni per iniettare la prima dose a quelli con la prenotazione cancellata.

"Le somministrazioni dei vaccini sono diminuite. - ha sottolineato ieri l'assessore alla sanità laziale Alessio D'Amato - Aspettiamo una rapida decisione da parte di Ema e Aifa, siamo immediatamente pronti a ripartire. Tutti coloro che erano prenotati saranno richiamati e nessuno rimarrà senza vaccino

L'Unità di Crisi Covid-19, ha fatto intendere che l'iter sarà questo, e ieri ha spiegato che tutti gli appuntamenti saranno riprogrammati automaticamente sempre presso lo stesso punto vaccinale appena ci sarà il nuovo via libera. Il tipo di vaccino non si potrà scegliere.

La Regione per recuperare gli appuntamenti cancellati valuta anche una doppia "bocca di fuoco": da una parte i 35 hub (ora chiusi senza AstraZeneca) lavoreranno con l'orario prolungato, almeno fino alle 20; dall'altro si sonderà anche la possibilità di coinvolgiate medici privati. Anche se resta sempre il problema principale, quello che l'assessore D'Amato aveva segnalato giorni fa: le dosi arrivano alla spicciolata.

Lo scenario peggiore è la conferma, da parte di Ema e Aifa, del blocco precauzionale di Astrazeneca. Sarebbe un duro colpo. Per il Lazio si tratterebbe di interrompere circa la metà dei 20mila vaccini somministrati ogni giorno (già ieri la sbalzo in negativo è stato significativo). E lasciare le oltre 250mila persone - tra forze dell'ordine, personale scolastico e over 70 - che hanno già ricevuto la prima dose senza la seconda, e così in molti si ritroverebbero con quell'unica dose, perché il richiamo non si può fare con un altro farmaco.

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