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Attualità Garbatella / Piazzale 12 Ottobre 1492

Gli ucraini arrivano in pullman a Ostiense: donne e bambini a Roma, gli uomini restano al fronte

Nella mattinata di martedì è arrivato nella capitale il secondo pullman con chi scappa dalla guerra. Venerdì ne sono attesi altri cinque

Il motore del pullman spento, il portabagagli che si apre e il rumore dei trolley sull'asfalto di piazzale 12 Ottobre 1492, alla Garbatella. Donne e bambini, con i loro zainetti sulle spalle, alla spicciolata. Un po' disorientati, in pochi parlano italiano o in inglese. Sono arrivati nella tarda mattinata di oggi al parcheggio degli autobus antistante Eataly, da Leopoli, gli ucraini in fuga dalla guerra. 

Solo le donne e i bambini, appunto, perché gli uomini sono voluti rimanere al fronte, per difendere la patria. Un sentimento comune, condiviso anche delle loro mogli, molte delle quelli hanno accompagnato i figli nell'odissea di 50 ore che li ha portati a Roma. "Lascio i miei due figli a una famiglia ucraina che vive qui, sto un paio di giorni e poi torno a casa da mio marito. Quella è casa nostra", ha detto una ragazza di 28 anni arrivata oggi a Roma. 

Il vociare, in ucraino, di chi arriva si mescola alle risate dei bambini. "Non vogliamo scappare tutti, vogliamo difendere la nostra terra. Le nostre case. Le nostre vite - racconta una donna ucraina, a Roma da 10 anni, che ha deciso di accogliere i figli di una sua amica - Mi hanno raccontato che durante il viaggio da Leopoli hanno incontrato decine di persone che scappavano a piedi". 

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Un'altra donna, arrivata con la figlia, è un misto di emozioni: "Mi ha chiamato un amico di Roma, ci darà un appoggio temporaneo. Mio marito è rimasto lì a combattere, come altri. Da Leopoli oggi si è messo in viaggio per Kiev per fare le barricate in città. Siamo arrivate qui cariche di speranza per i nostri cari, ma vogliamo tornare appena possibile. Ero stata a Roma già in passato a lavorare, sono tornata in Ucraina anni fa ed è lì che voglio vivere".

Chi ha organizzato il viaggio era in piazza a Castro Pretorio subito dopo i bombardamenti e racconta come è stato possibile il corridoio umanitario che "già ieri ha permesso di far arrivare un pullman e che venerdì ne farà arrivare cinque". La rete della comunità ucraina di Roma è molto attiva, non solo per chi arriva, ma anche per chi è rimasto nel Paese: "Stiamo caricando altri due furgoni con cibo e farmaci, partono fra poco con l'aiuto della basilica di Santa Sofia a Boccea. Già un paio ne sono partiti. Poi siamo in contatto con altre chiese e l'associazione Salvamamme. Gli ucraini che sono arrivati in pullman oggi e ieri, saranno ospitati da amici e parenti che sono qui a Roma. Per chi non saprà dove andare, invece, ci attiveremo con le comunità religiose e l'ambasciata dell'Ucraina a Roma".

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