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Ucraina, ecco perché la Caritas dice "stop" alle raccolte di abiti e punta su fondi e accoglienza

L'input viene dalla Protezione Civile e le parrocchie si stanno adeguando. A Nuovo Salario oltre 20 famiglie pronte a ospitare mamme e bambini in fuga

La gara di solidarietà dei romani ha superato ogni aspettativa: la guerra in Ucraina e l'arrivo di migliaia di profughi, oltre 1.300 dall'inizio dell'invasione russa, ha spinto tutti a fare la propria parte. Tanto che, come racconta chi ha preso parte alle raccolte da inviare nelle zone di guerra, la chiesa di Santa Sofia a Boccea è stata letteralmente assaltata dalle donazioni, con file di auto in attesa di scaricare viveri, vestiti, medicinali tanto da creare ingorghi stradali difficilmente gestibili. 

Più contributi economici, meno donazioni materiali

Anche per questo motivo la Caritas ha indetto una sorta di "stop" alle donazioni materiali, spinta anche dalla protezione civile, indirizzando gli sforzi più sull'accoglienza e sul supporto economico alle delegazioni che si trovano in Ungheria, Romania, Polonia e Modalvia, i paesi al confine con l'Ucraina. Come si legge sul sito della diocesi romana, la linea è quella di "puntare sulla raccolta fondi promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana per sostenere le Caritas in Ucraina, le Caritas che accolgono i rifugiati ai confini del paese e per aiutare le diocesi italiane che accolgono, tra le quali anche la Caritas di Roma". Anche questo appello ha dato i suoi frutti: al 5 marzo sono oltre 87.000 gli euro raccolti, sintomo di una generosità enorme da parte dei romani. 

A Nuovo Salario è gara di solidarietà

Romani che stanno mettendo a disposizione anche le camerette dei figli o le seconde case per ospitare le tante mamme con bambini che ogni giorno arrivano in aereo, treno, macchina e pullman dall'est, senza mariti rimasti in patria a combattere, raramente con qualche nonno al seguito. A San Frumenzio, chiesa di Prati Fiscali nel III municipio, don Daniele Salera ha diffuso tra i parrocchiani un questionario online realizzato da Caritas (reperibile sul sito della diocesi romana) e che ha come scopo la mappatura delle disponibilità all'accoglienza, nel quale si chiede che tipo di alloggio si mette a disposizione, se ci sono altre persone, la metratura, quale tipologia di persone si possono accogliere e in generale tutto ciò che sia utile a distribuire al meglio i profughi: "Solo in questo quartiere ho ricevuto oltre una ventina di adesioni - ci fa sapere don Salera, da sei anni nella parrocchia di via Vaglia - con persone che mettono a disposizione da un posto letto in condivisione con i figli fino alla villa in Abruzzo o nell'alto Lazio, garantendo anche la consegna della spesa una o due volte a settimana. C'è stata una grande mobilitazione". 

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