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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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La storica trattoria 'sfrattata' ancora senza sede: "Dopo tre mesi nessuna risposta"

I titolari del 'Qui nun se more mai', iconico ristorante dell'Appia Antica, hanno dovuto chiudere a fine settembre perché i titolari della palazzina hanno deciso di vendere. Nonostante le promesse, a oggi ancora nessuna soluzione è stata trovata

“A oggi, dopo tre mesi, non siamo ancora in grado di comunicare se e dove potrà continuare a scrivere la sua storia ‘Qui nun se more mai’”. A sfogarsi sui social, nel primo Natale dopo 40 anni trascorso senza accogliere clienti, è Erminio Alessandrini, che insieme con i genitori Alba e Alessandro per decenni ha servito piatti tipici della cucina romana nell’iconica trattoria dell’Appia Antica apprezzata anche da personaggi del calibro di Ernest Hemingway, Orson Wells, Curzio Malaparate e Federico Fellini.

La storia del ‘Qui nun se more mai’ è arrivata al capolinea a settembre 2022, quando il titolare delle mura ha deciso di non rinnovare il contratto d’affitto alla famiglia Alessandrini dopo avere deciso di vendere l’intera palazzina. Gli appelli per la trattoria erano passati di chat in chat, di bacheca in bacheca, e vi aveva risposto anche l’assessora capitolina al Commercio, Monica Lucarelli, che aveva deciso di cenare nella trattoria e promesso di impegnarsi per trovare una nuova sede che consentisse alla famiglia di proseguire con la sua attività. A distanza di tre mesi, però, nulla è accaduto.

“Abbiamo percorso tutte le strade possibili per trovare una soluzione affinché ‘Qui nun se more mai’ potesse continuare la sua storia, apprezzata non solo a Roma e in Italia, ma in tutto il mondo - ricorda Alessandrini su Facebook - Chiunque veniva per la prima volta si innamorava del contesto, oltre che del cibo, e contava di tornarci appena fosse stato possibile. E tornava sempre. Abbiamo fatto appello a tutti e ci siamo rivolti alla politica e alle istituzioni, trovando una risposta soprattutto da parte dell’assessora Monica Lucarelli. Abbiamo trovato molto conforto da questo incontro e nelle parole da lei scritte, che abbiamo sentito autentiche e piene di calore umano. Forse ingenuamente ci abbiamo trovato anche delle risposte alle nostre domande e delle strade percorribili”.

Tanto il dolore e la nostalgia nel trascorrere il Natale lontano da quella che per anni è stata la casa, e non solo il luogo di lavoro, di Alba, Alessandro ed Erminio: “Ci manca immensamente l’abbraccio che ogni anno, da 40 anni, ci siamo scambiati con ciascuno di voi - sono le parole condivise su Facebook - Ma noi continuiamo a nutrire fiducia nelle istituzioni e nelle persone valide da cui sono rappresentate e che operano concretamente sul territorio per sostenere i cittadini e gli imprenditori di buona volontà”. La speranza è che il 2023 possa quindi portare buone notizie, e che si riesca a trovare un nuovo spazio in cui continuare a scrivere la storia dell’iconica trattoria.

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