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Fermata metro San Giovanni, prove generali (foto Ansa)

Fermata metro San Giovanni, prove generali (foto Ansa)

Metro, bus e treni, il 4 maggio è ancora un'incognita: dopo le regole del Governo ora tocca a Regione e Comune

Dalle protezioni individuali, ai flussi separati in entrata e uscita, ai biglietti nominativi in treno, ai marker sui posti che restano vuoti. Cosa prevede il dpcm del 26 aprile

Mascherine obbligatorie su bus e metro, anche di stoffa, annunci con gli altoparlanti nelle stazioni per richiamare all'ordine, piani di gestione dei flussi, rigorosamente separati tra entrata e uscita, appositi "marker" sui posti a sedere che, per garantire il distanziamento, devono restare vuoti. Sono alcune delle disposizioni riguardanti il trasporto pubblico contenute nel decreto di Governo del 26 aprile, quello che fissa i termini di ripartenza di servizi e attività produttive. La fase 2 dell'emergenza coronavirus. 

Come garantire la fruibilità dei mezzi pubblici in totale sicurezza evitando il più possibile assembramenti che consentano al virus di attecchire? A Roma le prove generali sono già partite. Ma l'impresa - garantire la distanza - sarà di quelle davvero ardue. Il Campidoglio è a caccia di bus in più da aggiungere alla flotta e lavora a scaglionare il più possibile la vita in città, cancellando l'ora di punta e provando così a spalmare i cittadini sui mezzi. Venerdì scorso i primi stress test in metropolitana, a Termini e San Giovanni, con una nuova segnalatica orizzontale sulle banchine e flussi separati in entrata e uscita. 

Insomma, il dibattito è più che aperto con le prime sperimentazioni già in corso. E ieri sera il premier Giuseppe Conte, illustrando il nuovo decreto presidenziale di carattere nazionale, ha fornito la cornice normativa. Un po' poco rispetto alle attese. Le indicazioni restano generiche e la vera sfida, per gli enti locali, sarà tradurle in regole concrete con mezzi e risorse a disposizione, troppo spesso insufficienti anche a regime ordinario. Ma vediamo cosa dice il decreto. 

Mascherine, anche di stoffa, e sanificazioni

Primo punto, valido per tutti i mezzi, metro, bus e treni, riguarda i dispositivi di protezione individuale. Come ampiamente anticipato nei giorni scorsi, "i passeggeri dovranno indossare necessariamente una mascherina per la protezione del naso e della bocca". Non per forza chirurgica, potrà essere "anche di stoffa". Secondo punto: "L'azienda procede all'igienizzazione, sanificazione e disinfezione dei treni e dei mezzi pubblici e delle infrastrutture". E a fornire "dispenser con gel igienizzante all'interno dei mezzi"

Salita e discesa alternata

Poi, per quanto riguarda la gestione dei passeggeri all'interno. Il decreto prevede che salita e discesa avvengano, si legge, "secondo flussi separati". Tradotto: "Negli autobus e nei tram si prevede la salita da una porta e la discesa dall'altra" oltre che di "utilizzare idonei tempi di attesa al fine di evitare contatto tra chi scende e chi sale, anche eventualmente con un'apertura differenziata delle porte"

Marker sui posti vuoti

E ancora, sugli autobus e sui tram si dovrà "garantire un numero massimo di passeggeri, contrassegnando con marker i posti che non possono essere occupati". Per limitare l'affollamento del veicolo, "l'azienda può dettare disposizioni organizzative al conducente tese anche a non effettuare alcune fermate". 

Nelle stazioni di treni e metro

Flussi di entrata e uscita differenti, sempre per scongiurare raggruppamenti di persone, sono da prevedere anche nella stazioni, dei treni e delle metropolitane, con percorsi "a senso unico" all'interno degli spazi comuni e nei corridoi fino ai binari. Oltre al "corretto distanziamento sulle banchine e sulle scale mobili anche prima del superamento dei varchi". 

Annunci con gli altoparlanti

In tutto questo sarà da prevedere "l'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e/o telecamere intelligenti per monitorare i flussi ed evitare assembramenti". E se qualcuno viola le regole, sarà possibile richiamare i passeggeri all'ordine tramite messaggi sonori da diffondere con gli altoparlanti già deputati agli annunci di servizio. 

L'attività di igienizzazione e disinfezione dovrà essere quotidiana. E i passeggeri dovranno avere a disposizione dispenser di facile accessibilità per permettere l’igiene delle mani. 

Sui treni: biglietto nominativo e prenotazione "a scacchiera"

Anche a bordo dei treni è necessario l'utilizzo di mascherine, e il distanziamento sociale a bordo dovrà essere "assicurato attraverso un meccanismo di prenotazione 'a scacchiera'". Idem come sopra, i sedili non utilizzabili verranno contrassegnati da appositi marker, il biglietto sarà nominativo, "al fine di identificare tutti i passeggeri e gestire eventuali casi di presenza a bordo di sospetti o conclamati casi di positività al virus". Ugualmente a quanto previsto per bus e metro saranno da garantire salita e discesa da porte diverse o, se non fosse possibile, da regolamentare in modo che non ci siano contatti ravvicinati. Sospesi infine i servizi di ristorazione a bordo fino alla data di riapertura di bar e ristoranti. 

Ticket telematici e pubblicità 

In generale il decreto raccomanda la vendita di biglietti con sistemi telematici, o laddove non possibile di organizzare anche qui il servizio sempre rispettando le distanze di sicurezza. Si raccomanda inoltre aziende ed enti pubblici di mettere in campo "sistemi di informazione e di divulgazione, nei luoghi di transito dell'utenza". Come usare le mascherine, come rispettare la distanza, come comportarsi dentro stazioni, aeroporti, porti. Come salire correttamente sui mezzi. Tutto questo dovrà essere spiegato al cittadino e pubblicizzato nei luoghi interessati, nella maniera più chiara e capillare possibile. 

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