rotate-mobile
Attualità Tor Vergata / Viale Oxford, 81

Policlinico Tor Vergata, eseguito un trapianto di fegato senza trasfusioni ad un testimone di Geova

L'incredibile operazione è stata effettuata alla fine del mese d'agosto

Una tecnica che è riuscita non solo a salvare la vita di una persona ma anche a rispettare le credenze del paziente. È stato eseguito al Policlinico Tor Vergata di Roma il primo trapianto di fegato da un donatore cadavere senza trasfusioni di sangue. Il paziente è un testimone di Geova e, come impone il culto, non gli è permesso ricevere trasfusioni di sangue. Così, gli specialisti del Policlinico, attingendo alle loro capacità ed esperienza, sono riusciti nell’impresa: trapiantare un fegato senza trasfusione di emocomponenti ed emoderivati.

Non solo Testimoni di Geova. Perché la medicina senza sangue conviene a tutti

L’operazione senza trasfusioni

L’intervento è stato effettuato alla fine del mese di agosto e a darne notizia è lo stesso policlinico visto che il paziente ha avuto “un ottimo decorso post-operatorio con una normale ripresa della funzionalità dell’organo trapiantato”.

L’operazione, ha spiegato in una nota il professor Giuseppe Tisone, direttore della UOC di chirurgia epatobiliare e trapianti del Policlinico Tor Vergata, è stata possibile “ad una maturata esperienza nell’ambito dei trapianti di fegato e ad un accurato sistema di gestione multidisciplinare, a partire dal periodo preoperatorio, che è stata garantita ottimizzando la preparazione del ricevente affetto da malattia epatica avanzata. Componente essenziale è stata inoltre l’efficace gestione durante l’intervento chirurgico che ha visto protagonisti l’equipe chirurgica composta dai chirurghi professor T.M. Manzia e dottoressa L. Tariciotti, i quali, grazie alla maturata esperienza, hanno utilizzato strategie chirurgiche che hanno ridotto al minimo le perdite ematiche intraoperatorie ed il team di anestesisti che ha consentito un’ottimale gestione della terapia intra e post operatoria”.

Un vero successo maturato grazie alla collaborazione di queste diverse eccellenze del Policlinico Tor Vergata. Questo risultato, oltre a cambiare la vita al paziente che ha ricevuto un fegato nuovo, “fornisce rinnovate opportunità in coloro che, affetti da una malattia epatica avanzata, ricevono un trapianto che consente di ripristinare la loro qualità di vita”.

Il professor Tisone ha ringraziato  “tutta l’equipe della UOC di Chirurgia Epatobiliare e Trapianti da me diretta composta da chirurghi ed infermieri, gli epatologi ed anestesisti per la stretta collaborazione, insieme al coordinamento infermieristico dei trapianti, agli infermieri di sala operatoria che hanno reso possibile sia la complessa programmazione dell’intervento, che la sua successiva esecuzione”.

Donare è un gesto d’amore

Giuseppe Quintavalle, direttore generale del Policlinico Tor Vergata dichiara: “Sono molto felice che il decorso post-trapianto sia andato bene. Al Policlinico Tor Vergata è stata maturata un’ampia esperienza nell’ambito dei trapianti di fegato che ha consentito di eseguire questa procedura anche in assenza di trasfusioni di sangue che usualmente servono a supportare il paziente in un intervento chirurgico così complesso. Ringrazio tutti i nostri professionisti per questo risultato eccellente ed i donatori e le loro famiglie che, con il loro gesto di amore, permettono di salvare e migliorare la vita dei pazienti in attesa di trapianto”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Policlinico Tor Vergata, eseguito un trapianto di fegato senza trasfusioni ad un testimone di Geova

RomaToday è in caricamento