Tevere e Aniene: effettuati nuovi prelievi per accertare le cause di morte dei pesci

Nel punto di confluenza dei due fiumi eseguiti i sopralluoghi di Polizia Locale, Arpa e ASL Rm1. Da chiarire le cause di morte di migliaia di barbi e cefali

Sulla foce dell’Aniene, all’altezza della confluenza del Tevere, mercoledì 15 luglio si è svolto un nuovo sopralluogo. Gli agenti del reparto Tutela fluviale della Polizia Locale, hanno raggiunto le sponde del fiume insieme ai tecnici della Asl Rm1 e dell’Arpa Lazio.

Il sopralluogo

L’intervento congiunto, sulla riva dell’Aniene, ha permesso di effettuare nuovi prelievi sia dell’ acqua che delle specie animali presenti, con l’obiettivo, ha fatto sapere la Polizia Locale “di portare a compimento la definizione della vicenda legata alla morìa di pesci verificatasi per due volte nel giro di poco più di un mese”.

La duplice moria di pesci

Ad inizio giugno, dopo un intenso temporale, e poi di nuovo in analoghe circostanza un mese più tardi, migliaia di pesci sono stati trovati a galleggiare sul Tevere. All’altezza del Ponte Pasa e successivamente anche nella zona di Ponte Marconi, barbi tiberini e cefali di grosse dimensioni hanno finito per trasformarsi in un lauto banchetto per i gabbiani e gli altri predatori che vivono sull’asta fluviale. Per comprendere l’improvvisa morte di tanti pesci sono state eseguite analisi sulle carcasse raccolte ma l’iniziativa, a causa dell’avanzato stato di decomposizione degli organi interni, non ha permesso di ottenere i risultati attesi.

Le analisi effettuate

L’analisi delle acque, effettuata dall’Arpa Lazio, ha invece evidenziato la presenza di alcuni pesticidi, i nicotinoidi. Com’è stato spiegato nel corso di un’apposita commissione Ambiente, potrebbero essere una concausa della moria dei pesci. La presenza del pesticida, in un momento di secca, avrebbe finito per ridurre la quantità d’ossigeno nell’acqua. Una condizione risultata letale soprattutto per gli esemplari di maggiori dimensioni.

Il flash mob

Il fenomeno, ad inizio luglio, si è nuovamente verificato, tra le proteste dei cittadini e delle realtà impegnate nella difesa dell’ambiente. Tra questi anche i Verdi che, lunedì 13, hanno inscenato un flash mob difronte al Ponte Vittorio Emanuele II. In quell'occasione è stato annunciato un esposto presentato ai Carabinieri Forestali “perché - ha dichiarato Guglielmo Calcerano, il portavoce romano del partito ecologista - siamo gravemente preoccupati per la salubrità dell’ecosistema del Tevere”.

L'intervento delle istituzioni

In occasione del flash mob i Verdi hanno invocato “un intervento, da parte delle istituzioni, per fare chiarezza sulle ragioni che hanno causato questi episodi e per ripristinare la salubrità delle acque del Tevere”. Il sopralluogo congiunto alla foce dell’Aniene, indirettamente, risponde a questa richiesta. “I caschi bianchi, guidati dal neo Comandante Stefano Napoli - fa sapere la Polizia Locale - stanno ultimando tutti gli accertamenti del caso. Si attendono ora gli esiti delle ultime analisi”. La speranza è che i campioni di pesci prelevati, questa volta, abbiano gli organi interni in buono stato. Per completare il mosaico, infatti, occorre stabilire con certezza quale sia stata la causa della loro morte.

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