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Emergenza accoglienza: un minore straniero ha tentato il suicidio in un commissariato di Roma

Il racconto di un sindacalista di polizia: "Salvo solo grazie all'intervento dei colleghi". E' successo il 1° febbraio, dopo che il 17enne era stato portato a Monte Mario e poi a Trevi

Ha provato a strangolarsi con il laccio della felpa, mentre si trovava nei locali di un commissariato di Polizia. E' successo, secondo il racconto del segretario generale Siulp Roma Ignazio Craparotta, ad un minore straniero non accompagnato. 

Un 17enne straniero non accompagnato tenta il suicidio in un commissariato

La storia arriva da San Lorenzo, dal commissariato di Polizia che si trova a piazzale del Verano 11. E' lì che il giovane immigrato, 17 anni, è stato portato lunedì 1 febbraio in mattinata. Si era presentato a Monte Mario il 30 gennaio, poi è stato accompagnato nel cuore della notte al commissariato Trevi e dopo poche ore il suo pellegrinaggio si è concluso nel II municipio. "Nel pomeriggio il ragazzo ha cominciato a dare in escandescanze - riferisce Ignazio Craparotta, segretario generale del Siulp Roma, il sindacato italiano unitario lavoratori di polizia - prima accusando forti dolori alla testa e all'addome, poi colpendo con la testa una colonna nella sala dove si trovava, vigilato dagli agenti insieme ad altri due minori". 

Due ore di inferno prima dell'arrivo del 118

I problemi sono iniziati poco dopo le 16 di lunedì: "A quell'ora i colleghi hanno chiamato il 118 per un intervento - continua il sindacalista - considerati i dolori accusati dal giovane. Ma dopo due ore non è arrivato nessuno e a quel punto il ragazzo ha iniziato a farsi del male da solo, poi si è nascosto dietro agli altri due minori e ha tentato di strangolarsi con il laccio della felpa che indossava". A salvarlo sono stati gli agenti presenti in quel momento "e hanno dovuto usare la forza, perché non voleva mollare la presa". Poco prima delle 19, secondo la ricostruzione di Craparotta, sono arrivati gli operatori sanitari. 

Il sindacato: "Si presentano anche in 10 nei commissariati chiedendo accoglienza"

Il problema della custodia dei minori stranieri non accompagnati, a Roma e non solo, sta assumendo i profili dell'emergenza. Già da tempo i sindacati di Polizia denunciano le condizioni in cui gli agenti dei commissariati sono costretti a lavorare ogni qualvolta si presentano ragazzi immigrati senza tutori, che chiedono di essere accolti in una casa famiglia, come nel caso del giovane che ha tentato di strangolarsi a piazzale del Verano: "Arrivano in gruppi anche di 10 - spiega a RomaToday Craparotta - soprattutto nei commissariati centrali, moltissimi in Viminale, e i nostri colleghi si trovano a doverli controllare senza avere la preparazione, gli spazi e la strumentazione adeguata. E non per poche ore, ma per giorni". In questo caso, per esempio, ci sono volute quasi 72 ore prima che il ragazzo uscisse dal commissariato, dopo averne visti tre diversi, per essere trasferito in una casa famiglia. 

Emergenza accoglienza minori a Roma

Come spiegava già due mesi fa l'assessora capitolina alle politiche sociali, Barbara Funari "le strutture dedicate ai minori stranieri non accompagnati sono quasi sature e stiamo lavorando in sinergia con la prefettura per ampliare l'offerta di accoglienza a loro destinata, da quando non ci sono più le strutture di transito". Il problema è che i numeri sono alti: a settembre, per esempio, ne sono arrivati 250 solo nella Capitale. Alcuni dormono nei commissariati per una o due notti, altri meno fortunati rimangono in strada.

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