Sabato, 20 Luglio 2024
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Due ore in fila per un taxi, continua la "crisi" delle auto bianche. Ipotesi rimodulazione tariffe

Turisti in piedi per tempi interminabili in attesa di una vettura a Termini e in varie altre zone del centro. Non decolla la seconda guida, il Campidoglio pensa a una commissione

Oltre due ore di attesa per un taxi, in piedi e assediati dalla cappa di calore che sta stringendo Roma in una morsa. Sembra peggiorare di giorno in giorno l’emergenza auto bianche nella Capitale, mentre l’amministrazione comunale continua a rilanciare l’invito alla categoria: “Fate domanda per la seconda guida”, ha ribadito più volte il sindaco Gualtieri, sperando che la possibilità di far guidare la stessa auto a due autisti diversi aumenti il numero di auto in servizio.

L’escamotage, però, non convince la categoria. Le adesioni restano basse, e le file per i taxi si allungano sempre di più, soprattutto alla stazione Termini e all’aeroporto di Fiumicino, dove in questi giorni approdano sempre più turisti che decidono di sfidare il caldo per visitare la Città Eterna. Con i numeri delle presenze turistiche tornati a livelli pre-Covid, e il numero di tassisti inevitabilmente diminuito proprio a causa del periodo pandemico e del calo di fatturato, nella Capitale (così come in altre città italiane) il sistema auto bianche sembra essere andato in tilt. E all’amministrazione comunale sembra non restare altro da fare che rimettere mano alle tariffe minime, che è d’altronde ciò che chiedono a gran voce da tempo i rappresentanti della categoria.

L'ipotesi "rimodulazione tariffe"

A oggi la tariffa del servizio taxi è una tariffa tassametrica unica progressiva valida in tutto il territorio comunale, a base multipla in funzione del chilometraggio e del tempo di espletamento del singolo servizio, cui si aggiungono le tariffe predeterminate per i collegamenti da e per gli aeroporti. Come si traduce, nella pratica? Che alla quota fissa di partenza (3 euro nei feriali, 5 nei festivi, 7 in notturna), ai aggiungono 1,14 euro a chilometro fino a che il tassametro non arriva a 11 euro, poi la cifra cresce di 1,35 euro fino 13 euro e sale ancora a 1,66 euro nelle corse più lunghe fino a fine corsa. Sul fronte delle tariffe predeterminate, invece, per arrivare all’interno delle Mura Aureliane da Fiumicino bisogna pagare 50 euro.  

La richiesta di gran parte della categoria è quindi quella di rimettere mano al tariffario, e qualche risposta in più potrebbe arrivare da un’apposita commissione che dovrebbe essere istituita entro la fine del mese. Di ufficiale, però, non c’è nulla. Se è vero, infatti, che da tempo i tassisti chiedono che venga rivisto un tariffario vecchio ormai di 12 anni, dall’amministrazione comunale non sono arrivate conferme in questo senso, e il tema è delicato e annoso: era il 2010 quando il sindaco Alemanno aveva dovuto affrontare la questione, faticando non poco a far salire le tariffe. I coordinatori del comparto taxi, intanto, tuonano proprio contro l’amministrazione Gualtieri, chiedendo che la frustrazione dei cittadini e dei turisti non ricada sulla categoria.

Lo sfogo della categoria: "I disservizi del trasporto pubblico non ricadano sulle spalle dei tassisti"

“Rifacimento dei binari di gran parte della rete tranviaria e tram sostituti da autobus sottratti alla tradizionale offerta di trasporto su strada, vetture continuamente guaste, convogli dimezzati e sovraccarichi, metropolitane e treni per Ostia lido che operano a scartamento ridotto e in prima serata, alle 21:00, cessano il proprio servizio - sottolineano i coordinatori di Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Uiltrasporti, Fit-Cisl, Atpl Claai, Uritaxi e Uti - e mentre esplodono le presenze turistiche per effetto della fine totale delle limitazioni pandemiche, viene ridotta del 20% l'offerta di trasporto pubblico di linea lasciando di fatto solo i taxi a fronteggiare questa assurda situazione. Da molti ambienti non una sola parola sui grandi affanni del trasporto pubblico di linea e affermazioni improprie su una tariffa ferma da 12 anni, in una città che ha visto triplicare il prezzo degli alberghi, raddoppiare quello degli spostamenti in treno ed in aeroplano, aumentare di oltre un terzo il costo dei ristoranti. Se qualcuno pensa di poter far ricadere la situazione emergenziale del trasporto pubblico di linea sulle spalle dei tassisti che in questi mesi, con abnegazione e grande sacrificio, stanno provando a sopperire alle carenze del trasporto collettivo, sbaglia ed è totalmente fuori strada”.

“L’assessore Eugenio Patanè sappia che la nostra categoria non è disposta a pagare il conto di una situazione più che critica della mobilità collettiva - concludono i sindacati - ed è pronta a difendere in tutte le sedi opportune e con qualsiasi legittimo strumento, gli interessi ed il ruolo che con grande dedizione e dignità i lavoratori del settore quotidianamente svolgono”.

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