rotate-mobile
Giovedì, 13 Giugno 2024
Attualità Ostia

Tartarughe marine, da Capocotta ad Ostia sono già centinaia le uova deposte

Iniziata la deposizione delle uova sulle spiagge del litorale romano. ParchiLazio: "Non vanno disturbate nè aiutate, sono in grado di fare da sole"

Spiagge libere e stabilimenti. Non fanno differenza le femmine di Caretta caretta tra gli arenili di cui è ricca la costa romana. La deposizione delle uova, ormai, avviene anche in ambienti molto antropizzati, dove, in questa stagione, trovano posto ombrelloni e lettini.

Vietato infastidire le tartarughe

La vicinanza con l’uomo, può anche provocare repentini ripensamenti. E’ il caso di quanto avvenuto nel fine settimana sulla spiaggia tra Marina di San Nicola e Palidoro dove una femmina, disturbata dalla presenza umana “è subito rientrata in acqua senza neanche iniziare a scavare il nido” hanno fatto sapere da Parchi Lazio. In quel caso è possibile che torni sul posto ma in quel caso la raccomandazione è di “non disturbarla facendo rumore, illuminandola o, peggio, toccandola. E non cercate di ‘aiutarla’:  é perfettamente in grado di cavarsela da sola”.

Centinaia di uova sulla costa romana

Se la tartaruga marina di Palidoro non fosse stata disturbata, avrebbe creato il sesto nido nel Lazio. Ad oggi, comunque, ne sono stati già individuati tre all’interno della provincia romana. Il primo avvistamento è avvenuto, il 22 giugno, lungo il litorale di Ostia. Lì sono state trovate 106 uova che poi, i volontari di TartaLazio hanno trasferito in un nuovo nido a poca distanza da quello originario ma, è stato spiegato, “lontano dalla battigia per impedire che qualche mareggiata possa allagarlo”. Il giorno successivo è toccato a Fiumicino, “vicinissimo all’acqua ed all’interno di uno stabilimento”. Anche in quel caso le uova, 112, sono state trasferite. Poi è stata la volta di Capocotta. Tra le splendide dune del litorale romano, una Caretta caretta ha deposto infatti altre 86 uova. Sono quindi circa 300 quelle che hanno trovato posto sotto la sabbia della costa romana.

La rete TartaLazio

Il consiglio è sempre quello di non toccarle ma di allertare la Guardia Costiera al numero verde 1530 che poi provvede ad avvertire TartaLazio, la rete regionale per il supporto, il soccorso, l’affidamento e la gestione delle tartarughe marine. La rete, ideata e coordinata dagli Uffici della regione Lazio, è costituita da Capitanerie di porto, le Asl., le aree protette nazionali e regionali, carabinieri forestali,  associazioni ambientaliste e del turismo balneare e volontari. Come centri prioritari per la cura degli animali, la Rete si avvale della collaborazione del centro di recupero della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli e, di Zoomarine, a Torvaianica.

ParchiLazio la foto della Caretta caretta di Palidoro

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tartarughe marine, da Capocotta ad Ostia sono già centinaia le uova deposte

RomaToday è in caricamento