Coronavirus, l'appello di sindacati e medici: "Per lavorare in sicurezza, tamponi a tutto il personale"

La replica della Regione: "Ad oggi il 20 per cento somministrati al personale sanitario"

Effettuare tamponi per il personale che opera nelle strutture sanitarie a rischio infettività per la diffusione del Covid-19 e dotarlo di mascherine, guanti e di tutti i dispositivi di sicurezza necessari. Sindacati e ordini professionali di medici e infermieri di Roma e del Lazio si sono uniti nel chiedere maggiore sicurezza per quanti oggi si ritrovano a fronteggiare il contagio del Coronavirus negli ospedali della Regione. "E' un errore far lavorare operatori in condizioni di rischio infettivo. Riteniamo assolutamente necessario e non più rinviabile, che la Regione Lazio adotti provvedimenti, secondo le linee guida internazionali, che rendano possibile l’effettuazione dei tamponi sul personale che opera nelle strutture sanitarie che abbia delle condizioni di alto rischio di infettività, individuate sulla base delle recenti linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), anche asintomatici".

La nota congiunta è stata firmata da un lungo elenco di realtà: ANDI Lazio (Associazione nazionale dentisti italiani); i sindacati Cgil, Cisl Uil di Roma e Lazio, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl di Roma e Lazio, Cgil Cisl Uil Medici di Roma e Lazio. E ancora: FIMMG Roma e Latina (Federazione italiana medici di famiglia), Fimp Lazio (Federazione italiana medici pediatri), Opi Roma (Ordine delle professioni infermieristiche), Ordine dei Medici e Odontoiatri di Roma e provincia, Ordine dei TSRM e PSTRP di Roma e provincia (Tecnici sanitari di radiologia medica), Sumai (Sindacato di medicina ambulatoriale).

Non solo i tamponi. Per sindacati e ordini è necessario dotare il personale del Servizio sanitario regionale, sia per le strutture pubbliche sia per quelle private, compresi i dipendenti degli appalti, di idonei dispositivi di protezione individuale. Mascherine, guanti, occhiali. In particolare le mascherine. "Va prevista una dotazione, soprattutto per i lavoratori a contatto diretto con pazienti Covid19 positivi, che sia in linea con il rischio infettivo, degna di un Paese del G8 e in linea con i protocolli di protezione più recenti indicati dalle linee guida dell'Istituto superiore di sanità e dagli organismi internazionali".

In particolare, "nelle fasi di presa in carico dei potenziali casi positivi, troppo spesso, il personale sanitario si trova ad operare con le sole mascherine chirurgiche, ricordiamo come la protezione non sia limitata solo alle mascherine, ma sia un sistema integrato ed in considerazione dell’estrema diffusività dell’agente patogeno va previsto addestramento e formazione nell’utilizzo di tale materiale". La dotazione, ricordano ancora "sempre secondo le linee guida internazionali, va stabilita dopolavalutazione del rischio e la singola condizione operativa. Questo per evitare che loro stessi, inconsapevolmente, possano essere veicolo di contagio verso i cittadini e per evitare l’uso non appropriato di tali materiali oggi scarsi e quindi preziosi".

Il motivo della richiesta, specificano ancora, non risiede solo nella protezione del personale sanitario ma riguarda anche la volontà di evitare un rischio contagio per i pazienti: "Difendere tutti gli operatori sanitari e metterli nella condizione di operare in sicurezza significa, come l’esperienza Cinese e Sud Coreana ci hanno insegnato, limitare la diffusione di questa terribile malattia ed avere quindi tempi più rapidi per l’uscita da questa crisi". Per questo, conclude la nota: "Riteniamo che vada alzato il livello di protezione degli operatori che, in condizioni di rischio infettivo, non devono partecipare alle attività lavorative".

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Nella nota diramata ieri in merito all'andamento dei contagi nella Regione l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, ha spiegato che il 20 per cento dei tamponi effettuati fino ad oggi "sono stati somministrati al personale sanitario, oltre 2600". In una seguente nota l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio ha annunciato che "sono in consegna nella giornata odierna 18.800 mascherine chirurgiche, 23.500 maschere FFP2, 1.700 maschere FFP3, 8.900 tute idrorepellenti. Prosegue lo sforzo per il rifornimento dei dispositivi di protezione individuale. Sono in consegna anche 68 ventilatori e 157 monitor per il potenziamento dei posti di terapia intensiva regionali".

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