rotate-mobile
Venerdì, 24 Maggio 2024
Attualità

Point break Tevere: c'è un progetto per fare surf sul "Biondo"

Sull'esempio di quanto fatto a Monaco di Baviera anche a Roma è stato proposto di modificare il fondale del fiume per gli appassionati del surf

Un’onda statica da cavalcare con un surf o da affrontare con la pagaia di una canoa. Una proposta originale, ma non del tutto innovativa quella che è stata prospettata dall’Asd Roma Adventure. Perché, come gli stessi sostenitori del progetto hanno ricordato, esiste già un precedente in Europa.

Il surfing river 

Il surfing su onda, è infatti già praticato a Monaco di Baviera. L’ Eisbach, un affluente del fiume che attraversa la città, l’Isaar, è da tempo una meta per gli appassionati surfisti. Perché è lì che ci si può allenare, eseguendo manovre ad acrobazie, su un’onda che continua a formarsi all’infinito. Per Roma Adventure, qualcosa di molto simile, potrebbe essere realizzato anche sul Tevere. In base alla loro proposta, elaborata in collaborazione con l’asd Discesa Internazionale del Tevere, si potrebbe implementare sfruttando la rapida che si trova sulla sinistra di ponte Garibaldi. E’ in quel punto, con un livello superiore di 5 o 6 metri all’idrometro di Ripetta, che “si si crea una sequenza di onde con caratteristiche ideali per le pratiche del surfing fluviale”.

Chi potrebbe beneficiarne? L’onda fluviale, a differenza di quella marina, è stabile sempre nello stesso punto. Diventa pertanto una sorta di palestra dove poter migliorare la propria abilità sulla tavola da surf o sul kayak. A bordo di quest’ultimo, nel marzo del 2021, Andrea Mele, Giovanni Perozzi e Riccardo Giordano, si sono cimentati davanti le telecamere dei “gatti della regina ciclarum”. Sul lato sinistro dell’Isola Tiberina si sono avvicendati nell’esperimento sulla rapida che, ovviamente, non è ancora stata trasformata in un’onda statica.

La pericolosità del fiume

La proposta, che è patrocinata dalla UISP (unione italiana sport per tutti) Acquaviva, era già emersa all’interno della newsletter dedicata al contratto di fiume Tevere da Castel Giubileo alla foce. In quell’occasione, e vale la pena sottolinearlo ancora oggi, veniva rimarcata la raccomandazione di non provare a sfidare la forza della corrente del Tevere che, alle condizioni attuali, può essere mortale, soprattutto sul lato destro del fiume.

Il progetto, è stato ribadito recentemente, è “mirato a realizzare il flusso ideale per la formazione dell’onda surfabile modificando opportunamente il profilo morfologico del fondo”. Viene da sé che, ad oggi, non lo sia ed è per questo che è meglio non sfidare l’insidia della corrente.  L’obiettivo, allo stato attuale, è quello di stimolare la riflessione degli enti di promozione sportiva, su un’idea che potrebbe trovare uno sbocco stimolante sul piano turistico e sportivo.

La qualità delle acque

Rimane indubbiamente la questione legata alla qualità delle acque” hanno rilevato i curatori del progetto, presentato il 17 luglio presso il villaggio allestito sotto ponte Cestio, alla presenza del presidente della commissione sport Nando Bonessio. Non è una sottolineatura di poco conto visto che, i dati sull'ultimo monitoraggio ambientale partecipato, hanno rilevato ancora significative presenze di batteri fecali nel Tevere. Ed in quelle condizioni, anche lavorando sul fondale del fiume per garantire un'onda statica, sarebbero comunque pochi quelli disposti a cavalcarla.

Surfing river: la proposta dell'onda statica sul Tevere

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Point break Tevere: c'è un progetto per fare surf sul "Biondo"

RomaToday è in caricamento