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Stadio Roma, De Rossi: "Siamo rimasti solo con il plastico". Fonseca: "Friedkin faranno impianto"

L'allenatore giallorosso e l'ex capitano della Roma sulla decisione della società di rinunciare al progetto a Tor di Valle

Foto Ansa

“È rimasto solo il plastico nello sgabuzzino. È un peccato per Roma, perché costruire lo stadio sarebbe stata una miccia per il calcio italiano”. Queste le parole, amare, di Daniele De Rossi, ex capitano della Roma che durante un dibattito alla Luiss ha commentato la decisione della società giallorossa di rinunciare al progetto dello stadio a Tor di Valle.

Lo stop al progetto della società di Trigoria

La società di Trigoria ha annunciato lo ‘stop’ al progetto nella serata di venerdì con una nota diffusa a margine del consiglio di amministrazione, per spiegare che “dopo aver esaminato le analisi svolte dagli advisor in merito alle condizioni finanziarie, economiche, giuridiche e fattuali del progetto e del relativo proponente, la società ha preso atto che tali condizioni impediscono di procedere ulteriormente. Il Consiglio di Amministrazione ha constatato, inoltre, che anche la pandemia ha radicalmente modificato lo scenario economico internazionale, comprese le prospettive finanziarie dell'attuale progetto stadio”.

Daniele De Rossi: “Ci ho sperato”

Una decisione che ha lasciato l’amaro in bocca a tanti tifosi. Delusione anche per l’ex capitano, De Rossi durante l’intervento ha aggiunto: “Il no alle Olimpiadi e allo stadio tolgono qualcosa all'Italia e alla Roma, senza dubbio. Ma non posso giudicare altre cose, sono scelte che non conosco. Però posso dire che ho partecipato a due presentazioni, una con i Sensi e una con Pallotta e tutte le volte ci ho sperato”.

Chi invece guarda con ottimismo al futuro è Paulo Fonseca che punta sui Friedkin: “La rinuncia allo stadio di Tor di Valle? Io faccio l'allenatore, non è una domanda per me. Posso dire che il presidente ha voglia di costruire uno stadio per i tifosi”. 

“Ecco perché non devono governare”

La notizia della rinuncia al progetto da parte della Roma ha comunque lasciato uno stascico di polemiche. Dura la reazione delle opposizioni alla giunta Raggi. Dal Pd alla Lega la reazione è stata unanime: la mancata costruzione dello stadio sancisce il fallimento dell’amministrazione a cinque stelle.

“Lo Stadio della Roma è un caso da manuale sul perché i 5 Stelle non devono governare. Fino a quando c'è Marino l'iter burocratico procede. Poi Raggi cambia 12 volte idea e, dopo anni di pantano, la società rinuncia a investire centinaia di milioni. Peccato per la città e i tifosi” ha twittato tra gli altri Carlo Calenda. “La vicenda dello Stadio della Roma rappresenta il fallimento definitivo della Giunta Raggi che con la propria inconsistenza ha fatto naufragare ogni iniziativa e ogni progetto di rilancio della Capitale” è stato invece il commento di Claudio Durigon, coordinatore regionale Lazio. 

Ad approvare lo ‘stop’ al progetto è stato invece Legambiente che adesso spera possa essere realizzato un parco del Tevere. Per l’associazione ambientalista, il Campidoglio è “incapace di imporre un minimo di primato della politica sulle scelte per l’idea di futuro della città”.
 

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