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Il carcere di Rebibbia dopo la proteste di inizio marzo

Il carcere di Rebibbia dopo la proteste di inizio marzo

Coronavirus, troppi detenuti ammessi ai domiciliari ma senza casa: dal Garante del Lazio 35mila euro

Il Garante Anastasìa: "L’assenza del domicilio sta falcidiando in ultima istanza le domande che sopravvivono a tutte le altre condizioni di inapplicabilità"

Un fondo da 35 mila euro per l'accoglienza dei detenuti ammissibili alla detenzione domiciliare ma privi di domicilio. E' quanto ha deciso il Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, per sostenere le spese alloggiative dei detenuti delle carceri della regione ammissibili alla detenzione domiciliare presso strutture presenti nel territorio della regione e disponibili ad ospitare detenuti senza domicilio. La misura, si legge in una nota, si aggiunge a quella già adottata l’11 marzo scorso per consentire ad alcuni detenuti in semilibertà e privi di domicilio di godere del primo periodo di licenza disposto dalla magistratura di sorveglianza.

Come prevedibile, l’assenza o l’inidoneità del domicilio proposto dai singoli detenuti sta falcidiando in ultima istanza le domande che sopravvivono a tutte le altre condizioni di inapplicabilità delle misure decise dal Governo per la riduzione della popolazione detenuta durante la emergenza Covid-19", spiega Anastasìa. "Si tratta, in questo caso, di una condizione che nulla ha a che fare con la pericolosità del richiedente o con la meritevolezza della sua condotta, ma esclusivamente con il suo benessere e le sue relazioni familiari e sociali: se sei solo e senza risorse, resti in carcere, anche se saresti potuto andare ai domiciliari. Una evidente ingiustizia”, continua.

Dopo le proteste che si sono tenute all'inizio di marzo in molte carceri d'Italia, comprese quelle romane, Garante del Lazio, così come quelli di tutte le altre regioni italiane, da giorni hanno manifestato l'urgenza di alleggerire il numero della popolazione carceraria in quanto un'eventuale diffusione del contagio, vista la situazione di sovraffollamento cronica che vivono le carceri italiane, renderebbe difficilemente gestibile la sicurezza sanitaria dei detenuti nelle carceri. Il governo con il 'Cura Italia' ha introdotto la possibilità di richiedere i domiciliari per i detenuti con meno di 18 mesi di pensa residua, e con tutta un'altra serie di caratteristiche. Proprio in questi giorni i tribunali di sorveglianza stanno valutando le richieste avanzate.

Per il Garante gli effetti del decreto sono inferiori alle necessità. Questo il commento: “Sarebbero servite ben altre misure per ridurre la popolazione detenuta e servono ben altri interventi da parte della Amministrazioni competenti. Sappiamo che almeno questi ultimi sono allo studio, nel frattempo cerchiamo di evitare che istanze accoglibili da parte della magistratura di sorveglianza siano per questa ragione accantonate o, peggio, rigettate”.

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