Lo smartworking chiama, la fibra ottica risponde: il lavoro da casa diventa più agile

Nella Capitale cresce la rete in fibra ottica di Open Fiber: dal Torrino a Cinecittà si viaggià a 1 Gigabit al secondo

In foto Marco Mestici

Si fa presto a dire smartworking, ma non sempre il lavoro da remoto si rivela “agile” per tutti. Lo sanno bene i lavoratori che, catapultati a casa dal lockdown, in molti casi hanno dovuto destreggiarsi tra linea internet ballerina, più lenta e meno stabile di quella dell’ufficio. Un bel problema per chi ancora oggi rincorre scadenze, progetti, servizi o semplicemente deve garantire la propria presenza nelle riunioni online. La linea internet, adsl o anche fibra misto rame (FTTC - Fiber to the Cabinet ndr.), non sempre garantisce grandi performance: soprattutto quando a doversi collegare sono più dispositivi, tra chi è in smartworking e chi segue la didattica a distanza. 

La fibra ottica a Roma: la differenza tra FTTC e FTTH

Così sempre più persone a Roma scelgono la fibra ottica FTTH, acronimo di Fiber To The Home: una tecnologia grazie alla quale l'utente ha accesso alla fibra ottica direttamente a casa sua. Le prestazioni dell’iperfibra sono elevatissime, consente infatti di navigare a 1 Gigabit al secondo. 

“Nell’azienda in cui lavoro eravamo in smartworking due giorni a settimana anche prima del lockdown: così da un po’ di tempo ero alla ricerca di una linea internet che potesse garantire alte prestazioni” - racconta Marco, ingegnere in una società di telecomunicazioni. “Purtroppo la normale adsl, ma anche la fibra misto rame non consentivano di lavorare in modo agile soprattutto - sottolinea - quando in casa era necessario collegare più dispositivi”. A rischio la consegna nei tempi stabiliti dei suoi progetti e anche lezioni e riunioni della compagna, professoressa in una scuola superiore. “Per non incappare in segnale debole e instabile abbiamo scelto la fibra ottica ‘a casa’.”. 

Open Fiber dal Torrino a Cinecittà: Roma viaggia a 1 Gigabit al secondo

Per loro non è stato complesso ottenerla: si perchè il Torrino, zona in cui vive Marco con la sua famiglia, è stato il primo quartiere di Roma in cui è avvenuta la commercializzazione della rete in fibra ottica: 57 mila le abitazioni abilitate alla navigazione a 1 Gigabit al secondo grazie alla tecnologia FTTH. Sono seguti a cascata altri quartieri, da Garbatella a Tiburtina, con il piano complessivo di Open Fiber per la Capitale che ha aperto alla commercializzazione di oltre 150 mila unità. “Ammonta a circa 375 milioni di euro, di cui 350 interamente sostenuti da Open Fiber, l’investimento stanziato per la città di Roma, per il dispiegamento, nei prossimi 5 anni, della nuova rete in 1,2 milioni di unità immobiliari” - si legge sul sito di Open Fiber. Ed entro fine anno si aggiungeranno altre 64mila unità immobiliar raggiunte dalla fibra 'to the home' tra Prati, Magliana, Alessandrino, Montesacro, Primavalle e Nomentano.

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Con la fibra anche lo smartworking è "ultraveloce"

Una tecnologia utile in una città che sembra rimanere in gran parte in smartworking. Ma non solo dovere: “Con questo tipo di fibra ottica - dice Marco - anche guardare le partite di calcio, mentre accanto qualcuno preferisce film e serie tv, riesce senza problemi”. 
 

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