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"Il museo a cielo aperto è casa nostra": così gli 'shangaini' vogliono gestire la street art di Tor Marancia

Una passeggiata tra le splendide opere realizzate sui muri di Tor Marancia insieme ad un gruppo di giovani abitanti, i quali rivendicano il diritto di poter gestire a 360 gradi il "museo"

 

“Benvenuti a Shanghai. Ma da dove viene questo nome? Visto che siamo in via di Tor Marancia, Roma. Una spiegazione c’è a questo murale posto all’accesso di quello che negli ultimi anni è ormai noto come "Museo a cielo aperto", con le sue splendide opere di street art a colorare le pareti dei lotti delle case popolari.

“Shangai era il nomignolo dato a Tor Marancia prima della costruzione di queste case, un passato a cui siamo ancora legati”, spiega Emiliano Tagliavini, un giovane abitante che il progetto “Big city life”, promosso dalla 999 Contemporary a suo tempo, lo ha seguito passo dopo passo.

Insieme ad Emiliano ci sono Ludovica, Giordano e Francesco. Ragazzi tra i 20 e i 30 anni, nati e cresciuti tra questi palazzi. Chi vorrebbe fare la guida, chi si occuperebbe della parte web. Ognuno con un compito che spera di poter avere. “Benvenuti a casa nostra” e “Ora tocca a noi”, sono solo alcuni degli striscioni affissi sulle opere. Una protesta con lo scopo di dire: “Hei, ci siamo anche noi”. “Domenica c’erano almeno un centinaio di persone ad ammirare i murales, così tante che ho dovuto fare una visita organizzata con 15 bambini - racconta Emiliano -. Trovo assurdo che associazioni terze possano pensare di gestire loro i nostri spazi”.

“Siamo ‘vittime’ di continui sopralluoghi per organizzare attività di natura commerciale, dalle fiction ai video musicali, fino alle campagne pubblicitarie - scrivono i residenti ora riuniti nella costituenda associazione TormarArte, con una lettera aperta -, società e individui che progettano eventi senza neppure coinvolgerci, appena fuori dalle nostre case, dalle nostre finestre. Siamo in balia di eventi di cui veniamo a conoscenza solo quando i camion con le attrezzature invadono i cortili di Tor Marancia. L’obiettivo è dare gli strumenti alle persone che vivono il quartiere, creando grazie a tutto ciò nuove opportunità di occupazione per i residenti”.

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