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Attualità Casal de Pazzi / Via Tiburtina, 967

Sgomberata l'occupazione a Rebibbia. I movimenti bloccano la Tiburtina

Le forze dell'ordine hanno iniziato ad agire all'ora di pranzo, poi prima delle 15.30 l'ingresso nell'ex scuola abbandonata con una cinquantina di agenti e il supporto di vigili del fuoco e polizia locale di Roma Capitale

E' stata sgomberata l'occupazione iniziata la mattina del 22 giugno a via Tiburtina 967, zona Rebibbia. I movimenti per il diritto all'abitare, gli studenti medi e universitari di Osa e Cambiare Rotta e Asia Usb intorno alle 6 avevano fatto irruzione in una ex scuola superiore, abbandonata da almeno 10 anni, rivendicando l'azione in vista della manifestazione nazionale del 24 giugno contro il governo Meloni, per lo stop alle spese militari e l'incremento delle spese per la sanità pubblica e l'emergenza abitativa. 

Lo sgombero dell'occupazione di Rebibbia

sgombero rebibbia 1

Circa 90 famiglie in emergenza si erano radunate di fronte all'ex istituto professionale "Sibilla Aleramo", a pochi metri dalla stazione Rebibbia della Metro B, per poi fare irruzione e occuparne i locali. Locali sgomberi da studenti e personale, come si può vedere da alcune foto scattate all'interno dagli attivisti e dagli occupanti, dall'anno scolastico 2011-2012. Ma non da banchi, sedie, armadi e cattedre che ancora sono lì, abbandonati. "Non andiamo via, a Roma si sfratta e si sgombera mandando la polizia e ci sono decine di migliaia di case vuote e centinaia di spazi che potrebbero essere riqualificati e riconsegnati alla città, come questo" dichiaravano i movimenti nella mattinata del 22 giugno. Ma dopo le 13 il concentramento di forze dell'ordine è iniziato. "Comincia lo sgombero sui tetti di Via Tiburtina 967 - si legge sulla pagina Facebook dei Blocchi Precari Metropolitani - con il vergognoso ausilio dei vigili del fuoco. Ancora una volta il problema delle case diventa di ordine pubblico, e ci si ricorda dei posti vuoti solo per sgomberarli e lasciarli all'abbandono mentre la crisi abitativa continua a mordere"

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Gli agenti nell'edificio con 90 famiglie asserragliate

Prima gli agenti in tenuta antisommossa, così come fanno sapere gli attivisti presenti e come si vede da alcune foto e video, hanno liberato lo spazio antistante la scuola portando via alcune persone resistenti. Poi, una volta giunto - come riferiscono dal movimento per il diritto all'abitare - anche il supporto dei vigili del fuoco, poco dopo le 15 una cinquantina di agenti sono entrati nell'edificio per iniziare l'operazione di sgombero. "Ci hanno promesso che non arresteranno nessuno", riferisce un militante sul posto, proveniente dall'occupazione di via Volontè nel III municipio. Sul posto anche i vigili urbani. 

blocco tiburtina

Blocco stradale sulla Tiburtina

Già da qualche minuto prima dello sgombero, un gruppo di persone arrivo a Rebibbia per partecipare all'occupazione ma impossibilitate ad avvicinarsi per la presenza delle forze dell'ordine, ha improvvisato un blocco stradale sulla via Tiburtina all'altezza della ex scuola e in direzione Raccordo Anulare. 

SCE Campidoglio: "No soluzioni muscolari"

Subito dopo l'inizio delle operazioni di sgombero, il gruppo Sinistra Civica Ecologista in Campidoglio e nel IV municipio si è appellato affinché la soluzione all'occupazione non fosse "muscolare": "Non può essere affrontata con interventi repressivi - hanno detto Michela Cicculli, Alessandro Luparelli e la municipale Carla Corciulo - ma solo attraverso il dialogo. Chiediamo quindi l'apertura di un tavolo tra amministrazione capitolina, Città metropolitana, movimenti per la casa e associazioni studentesche, per definire un percorso condiviso sui temi sollevati dall'occupazione: diritto alla casa, diritto allo studio, sostegno economico alle famiglie in difficoltà". A quanto risulta, lo stesso Luparelli si era presentato sul posto chiedendo di entrare nello stabile occupato.

Città Metropolitana: "Grazie al prefetto, immobile di valore e strategico"

Per Città Metropolitana, proprietaria dell'immobile di via Tiburtina 967, l'ex scuola "oltre ad essere di importanza strategica nell’organizzazione e ottimizzazione del patrimonio scolastico - si legge nella nota di Daniele Parrucci e Cristina Michetelli del Pd - intrapreso dalla Città metropolitana di Roma, sin dall’inizio della consiliatura, rappresenta anche un ingente valore di pregio ed economico. Dopo esserci occupati nell’ultimo anno della parte emergenziale, relativa alla messa in sicurezza dei nostri immobili scolastici che presentavano maggiori criticità, negli ultimi mesi abbiamo anche investito in importanti azioni di organizzazione e ottimizzazione degli spazi esistenti. Immediatamente come Città metropolitana di Roma, ci siamo adoperati per aprire un tavolo istituzionale con il prefetto Giannini, che ringraziamo per l’impegno e la disponibilità accordata, che ha prodotto l’azione in corso”.

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