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"Prima ci danno la residenza, poi ci sgomberano": la rabbia degli occupanti allontanati da Primavalle

Il racconto di Nicola: "Qui dal 2018, mi sono autodenunciato e a marzo ho fatto richiesta all'anagrafe. Ospiti di amici o starei con una tenda in strada"

Qualche decina di agenti della Polizia di Stato si sono presentati giovedì 15 giugno a via Pietro Bembo e via Angelo Mai, a Primavalle, per sgomberare alcuni appartamenti Ater occupati abusivamente. Secondo quanto riferiscono alcuni inquilini dei lotti popolari, la maggior parte delle famiglie messe alla porta avevano da poco fatto richiesta di residenza in deroga all'articolo 5 del decreto Renzi-Lupi. 

La famiglia sgomberata all'alba del 15 giugno

E' il caso di Nicola, 55 anni, fotografo freelance. Viveva in via Bembo, lotto 28, da cinque anni. Senza alcun titolo, se non quello di occupante abusivo: "Quando siamo arrivati qui - racconta a RomaToday - ci siamo subito autodenunciati alla polizia locale e all'Ater. Ci hanno mandato i bollettini per l'indennità di occupazione e l'abbiamo pagata". All'alba di giovedì scorso hanno bussato alla porta le forze dell'ordine: "Abbiamo avuto tempo di fare un paio di borse e qualche scatola - continua Nicola - ma già stavano dentro per levare mobili e altro. Neanche un giorno abbiamo avuto, eravamo frastornati". 

"Messi in strada senza alternative, salvi grazie agli amici"

Nicola vive con la moglie e due figlie poco più che ventenni, una delle quali con epilessia: "Fino al 2018 stavamo in affitto, ma era arrivato a livelli che non ci potevamo permettere - ricorda - e così ci siamo fatti sfrattare. Poi c'è stata la possibilità di venire qui e lo abbiamo fatto. La mattina dello sgombero abbiamo chiesto quali alternative ci fossero, ma non ce n'erano. Al massimo separarci e mandare le donne in una casa famiglia. Se non fosse stato per alcuni amici che abitano sempre qui a Primavalle, negli stessi lotti, ora sarei in una tenda a via Bembo, in mezzo alla strada". 

"Le famiglie sgomberate avevano la residenza"

Come dicevamo, la famiglia di Nicola è tra quelle che hanno sfruttato la direttiva di novembre di Gualtieri, chiedendo la residenza anche se occupanti: "L'ho fatto a marzo - conferma - e anche se non sono mai passati i vigili per la verifica, credo sia andata in porto. Contributo all'affitto? Non l'ho mai chiesto, adesso se servisse lo farei, ma chi ce lo dà un affitto? Non si trovano, chiedono garanzie assurde". Nella stessa situazione anche altri nuclei, come conferma Alessia, una inquilina dei lotti coinvolti dagli sgomberi: "La maggior parte ha fatto richiesta tra gennaio e marzo". 

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