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Il 'Seminatore' di Van Gogh torna in mostra: "Nessun danno dopo il lancio della zuppa"

La società che ha organizzato la mostra sul celebre pittore olandese a Palazzo Bonaparte ha rassicurato sul fatto che l'opera non è stata danneggiata dall'atto dimostrativo degli attivisti per il clima

Da domenica il 'Seminatore', il capolavoro di Vincent Van Gogh colpito venerdì da una zuppa di verdura lanciata da alcuni manifestanti per l’ambiente, è tornata regolarmente in esposizione a Palazzo Bonaparte. La conferma è arrivata da Arthemisia, ente organizzatore della mostra dedicata all’iconico pittore olandese a Palazzo Borghese, che ha rassicurato sul fatto che il quadro non è stato danneggiato.

Ad analizzare il dipinto ha pensato un curatore del Kröller-Müller Museum, il museo di Otterlo che ha dato in prestito ‘Il Seminatore” ad Arthemisia per la mostra romana: “Per fortuna il dipinto non ha subito alcun danno anche grazie alla tempestiva attuazione del protocollo di sicurezza e il conseguente intervento delle forze dell’ordine - hanno fatto sapere da Arthemisia - che hanno così consentito una rapida rimozione dell'opera dalla sua sede per i dovuti accertamenti e rilevamenti dello stato di conservazione in un luogo deputato”.

Il protocollo di sicurezza era stato stabilito alla luce degli episodi che si sono registrati nelle ultime settimane: gli attivisti per il clima hanno più volte tentato di richiamare l’attenzione sulla crisi ambientale prendendo di mira opere d’arte (senza mai danneggiarle realmente), e  in accordo con il Kröller-Müller Museum e le forze dell’ordine la presidente di Arthemisia, Iole Siena, aveva chiesto di rafforzare i controlli all’ingresso. Proprio Siena aveva commentato a caldo quanto accaduto, esprimendo una dura condanna verso il gesto compiuto contro il dipinto di Van Gogh.

“Sapevamo dal primo giorno che sarebbero venuti a manifestare all’interno della mostra di Van Gogh, eravamo pronti e sapevamo che non si poteva evitare - aveva dichiarato - Le misure di sicurezza adottate hanno fatto si che l’impatto sia stato quasi impercettibile, non avendo potuto portare all’interno della mostra né borse, né zaini né altro di voluminoso. L’opera non ha subito nessun danno, ed é quello che conta. Ciò detto, ritengo che il gesto mediatico - perché di questo si tratta - sia decisamente da condannare, un’azione stupida fatta da gente stupida. Che ottiene l’effetto esattamente contrario a quello voluto, perché identificare gli ambientalisti con i vandali non giova alla loro causa, tutt’altro. Non è facendo azioni orribili che si crea consenso sui temi importanti, e di certo non é distruggendo l’arte (o fingendo di distruggerla) che salveranno il pianeta”.

L'atto dimostrativo degli attivisti per il clima è andato in scena intorno all'ora di pranzo di venerdì, quando quattro ragazze sono entrate nel museo separatamente, acquistando un biglietto d’ingresso, senza poter però portare zaini o borse proprio in ragione del protocollo di sicurezza istituito. Le giovanissime attiviste si sono mescolate a un gruppo che stava effettuando la visita guidata alla mostra e, una volta di fronte al quadro, hanno repentinamente da sotto i vestiti due piccoli barattoli contenenti la zuppa di verdure, che hanno poi lanciato contro il quadro. La tela era comunque protetta da un vetro, e soltanto la cornice è rimasta lievemente danneggiata. 

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