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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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Gli studenti romani in piazza: "Siamo una generazione ignorata, vogliamo tornare protagonisti"

Dopo il sit-in al Miur, ragazze e ragazzi dei licei capitolini prenderanno parte allo sciopero globale contro il cambiamento climatico del 24 settembre. Ma non è l'unica emergenza: "La depressione giovanile è un tema da non demonizzare"

Un ritorno a scuola così atteso da far passare in secondo piano le "magagne" irrisolte, come le classi pollaio e i trasporti pubblici tutto fuorché impeccabili. E' questo il senso delle parole di Michele Sicca, 19 anni, responsabile organizzazione della Rete degli studenti medi di Roma, all'indomani della prima campanella per l'anno scolastico 2021/2022.

Un ritorno alla normalità

"La situazione che abbiamo trovato non è tragica - racconta a Roma Today - rientrare in presenza ha dato serenità a tutti. I problemi restano, ma siamo tornati a una piccola normalità". Lunedì 13 settembre la rete nazionale ha lanciato una campagna nei confronti del Miur, partita con un sit-in proprio davanti alla sede del ministero, con iniziative in numerose città che andranno avanti tutto l'autunno e l'inverno. "Siamo partiti spiegando cosa non ci piace all'interno della scuola - prosegue Michele, diplomato al liceo Cavour - per poi arrivare a una riflessione più ampia: la pandemia ha dimostrato che la generazione dai 14 ai 25 anni è stata assolutamente ignorata, inascoltata e dimenticata. Abbiamo necessità di tornare protagonisti del dibattito pubblico, che finora ci ha messi da parte e oscurati. Anche per quanto riguarda il cambiamento climatico, le nostre parole non vengono considerate". 

Pandemia e depressione giovanile

Le problematiche che denunciano gli studenti medi non si limitano all'assenza dei banchi, alle scuole prive di manutenzione o all'autobus del mattino che non passa in orario: "Il lockdown del 2020 - sottolinea Sicca - ha fatto emergere e ampliato disturbi psicologici gravi in tante ragazze e tanti ragazzi: la depressione giovanile e i disturbi alimentari sono temi centrali e diffusi. Quello che chiediamo è maggiore attenzione e informazione, mettendo fine alla demonizzazione che non aiuta chi soffre ad esporsi e affrontare il disturbo". 

Lo psicologo a scuola

"La figura dello psicologo a scuola esiste da oltre vent'anni - conclude Michele - ma è stata istituita quando l'obiettivo principale era fronteggiare il consumo di droga tra i giovanissimi. Adesso ci sono altre questioni e spesso il professionista di cui si avvale la scuola non è specializzato sufficientemente. Spesso e volentieri è anche assente. Va ripensata questa figura, fatta conoscere di più"- 

Il prossimo appuntamento sarà in piazza per "Friday for Future", lo sciopero globale per il clima. 

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