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La scuola ai tempi del Coronavirus, Cittadinanzattiva: "Dati preoccupanti per il futuro"

I dati forniti da "Cittadinanzattiva Lazio onlus" riguardo il monitoraggio effettuato sulla situazione del mondo della scuola durante il Coronavirus

“Il Covid ha fatto emergere tutti i limiti della scuola, li ha ingigantiti e resi evidenti”. È quanto emerge dal rapporto di Cittadinanzattiva Lazio Onlus sul monitoraggio “La Scuola ai tempi del Coronavirus – Marzo 2021” effettuato su più di 900 cittadini. 

I dati emersi sono allarmanti: solo il 10% delle classi delle superiori starebbe funzionando in DaD per tutto l'orario scolastico, il 20% delle famiglie non ha una connettività adeguata alle esigenze della Didattica a Distanza o ne sono del tutto prive e il 76% dei ragazzi fruisce della DaD tramite lo Smartphone.

“Sono passati dodici mesi dal primo Lockdown e avevamo fatto proposte che andavano nel senso di mettere in sicurezza una fragilità di un mondo che da anni, prima del Covid, era in sofferenza. – si legge nell’ introduzione del Segretario Regionale Elio Rosati- Oggi, a distanza di 12 mesi con nettezza dobbiamo dire che non va per niente bene e che esiste il fondato sospetto che tutto non andrà bene affatto”.

Le adesioni al progetto, teso a far luce sull’attuale situazione scolastica, sono arrivate da diversi comuni del Lazio, si è constatata maggiormente la partecipazione di genitori o nonni (58,7%), subito dopo i docenti (26,4%), ma anche da alunni della scuola secondaria di II grado, educatori, non docenti e dirigenti statali / direttivi comunali. 

I dati

I dati segnalano innanzitutto che prima della pandemia solo una scuola su dieci svolgeva attività specifiche 'a distanza' come Elearning e solo un altro 10% è riuscita ad introdurre 'in corsa' attività digitali propriamente dette, mentre l'80% delle scuole si è limitata alle videolezioni. Ancora oggi una scuola su dieci non sembrerebbe offrire la Didattica a Distanza per tutte le discipline.

"Di digitalizzazione se ne parla da oltre 20 anni, ma vediamo classi pollaio che si dividono a seconda dell’organizzazione scolastica in DAD o in presenza; DAD che si riduce, spesso, a tele-lezione; problemi di connessione alla rete e problematiche extrascolastiche hanno tratteggiato l’anno scolastico 2020-2021". Ancora oggi, un 20% di classi usano diversi strumenti digitali, mentre secondo i sondaggi solo il 10% delle classi delle superiori starebbe funzionando in DaD per tutto l'orario scolastico. A contraltare, quasi l'80% delle famiglie si è dotata di una buona od ottima connessione e tanti sono diffusamente in grado di farla funzionare, ma resta un 20% di famiglie che non hanno una connettività adeguata alle esigenze della Didattica a Distanza o ne sono del tutto prive. E  sono sempre i ragazzi e le ragazze quelli che pagano pesantemente la situazione:  il 76% fruisce della DaD tramite lo Smartphone, ma la metà non ha una stampante.

Deficit formativo 

Particolare attenzione è stata rivolta alle problematiche legate al deficit formativo, che le scelte in campo scolastico dettate dalla pandemia lascerà su alcune generazioni di studenti. “Pensiamo a chi l’anno scorso era, rispettivamente in 4 elementare, in 2 media, in 3 superiore. Stiamo parlando di anni fondamentali nella formazione, nel consolidamento e nello sviluppo educativo. Questi anni non tornano più. Nemmeno con un Decreto per far finire la scuola a luglio. - si legge- Nel Lazio a seguito della riapertura per due giorni prima di Pasqua il forfait di molti insegnanti con annessi problemi organizzativi. Anche qui un’amara constatazione, che di questo si tratta: la scuola in Italia non è per i ragazzi, ma per chi ci lavora. Intanto, la confusione regna sovrana”.

Le videolezioni 

 Un quarto degli intervistati non esprime un giudizio sulle Videolezioni (23.5%) ed un quinto da un giudizio negativo, mente il 90% non risponde riguardo lo studio individuale dei figli/e. I dati sulle ore erogate di didattica a distanza sono oscillanti, solo il 10 % svolge 30 ore settimanali, mentre la piattaforma più usata risulta essere Google con una percentuale del 64%.

Le necessità della scuola

“E' ora di mettere in piedi un piano strutturale di riforma radicale del mondo scuola, cosi come della salute e dei servizi pubblici locali, partendo da elementi strutturali”, si punta soprattutto a un ammodernamento degli edifici scolastici, all’adeguamento alle norme antisismiche, agli strumenti informatici e di rete (come lavagne elettroniche, LIM), investimenti sulla rete, sulle connessioni e sui prodotti digitali infine nel settore dell’impiego scolastico sulla base delle nuove professionalità necessarie.

“Non credo che si possa continuare a parlare di scuola solo per le legittime aspettative di chi ci lavora: va aperta una stagione che metta sul tavolo il tema della qualità del servizio scuola che veda tutti, e sottolineo tutti, i diversi attori con uno spirito da generosi protagonisti. -conclude Cittadinanzattiva Lazio Onlus -È tempo che dirigenti, insegnanti, personale amministrativo, famiglie, studenti siano protagonisti nel ridisegnare un servizio che deve essere prioritario nel nostro paese e nella nostra Regione. I dati ci danno tendenze preoccupanti per il futuro”.

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