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Venerdì, 14 Giugno 2024
Le proteste universitarie / San Lorenzo / Piazzale Aldo Moro

Sapienza, gli studenti smontano le tende pro Palestina. L'ateneo: "Inaccettabili gli atti vandalici"

I collettivi sono rimasti accampati un mese, per chiedere il boicottaggio accademico. L'università contro gli atti vandalici sui muri del Rettorato: "Gravissima inciviltà"

Smontate le tende pro Palestina alla Sapienza. Si conclude, dopo un mese, il presidio degli studenti per Gaza, che dal 6 maggio avevano occupato con le tende il pratone della Sapienza con lo slogan “Dalla Columbia alla Sapienza, Intifada fino alla vittoria”. La decisione è arrivata pochi giorni dopo il corteo contro il governo Meloni del primo giugno, a cui hanno partecipato i collettivi dell’università, e in cui si sono verificati anche scontri tra manifestanti e polizia. 

Studenti: “La protesta continuerà”

I collettivi hanno spiegato così la scelta di interrompere il presidio con le tende: “Usciamo dalla Sapienza, dopo mesi di acampada, un corteo e due giorni di assemblea studentesca nazionale. Con l? student? di tutta Italia, partendo da un riconoscimento reciproco, abbiamo gettato le basi per mettere in comune le nostre progettualità e organizzarci insieme per potenziarle”. L’intenzione, però, non è quella di abbandonare la protesta, anzi: “Attraverso altre forme e nuovi canali mobilitativi continueremo a fare pressione non più soltanto sui nostr? rettor?, ma andando oltre, contro i nemici che abbiamo chiaramente identificato: le aziende private come Leonardo Spa, che infestano i luoghi del sapere e parassitano le nostre conoscenze, legittimando guerra e oppressione”. La nuova fase della mobilitazione coinvolgerà, inoltre, “un lavoro capillare di coinvolgimento nelle facoltà e nei dipartimenti. Sappiamo che il cambiamento vero si costruisce dal basso”. Le ultime settimane di “acampada” sono state caratterizzate da tensioni con l’associazione studentesca di destra, Sapienza Futura, da scritte vandaliche sui muri del Rettorato e dall’occupazione delle facoltà di Scienze politiche e poi di Lettere. L’obiettivo della mobilitazione era sempre lo stesso: ottenere un confronto pubblico con la rettrice, Antonella Polimeni, e una presa di posizione netta dell’ateneo a favore di Gaza, attuando un boicottaggio accademico di Israele. Richieste mai accettate dalla rettrice. I prossimi appuntamenti a cui gli attivist guardano sono l'assemblea pubblica del 13 giugno e la prossima riunione del Senato accademico del 24 giugno.

La risposta dell’ateneo 

A seguito degli ultimi atti vandalici, sul sito dell’ateneo è comparsa una lettera a firma di tutti i direttori di Dipartimento e dei presidi delle Facoltà. “Tali comportamenti – scrivono - evidenziano profili di gravissima inciviltà e di violenza in spregio totale di quello che deve essere il rispetto del bene comune e degli ambienti che tutti frequentiamo ogni giorno, con ricadute molto significative, non dimentichiamolo, anche sul piano dei danni economici. Gli attacchi e gli atti vandalici colpiscono tutte e tutti noi e gli insulti, rivolti anche alla Magnifica Rettrice che simboleggia al livello più alto la Comunità accademica fatta dalle studentesse, dagli studenti e dal personale docente e tecnico-amministrativo di Sapienza, sono intollerabili e non possono né devono essere tollerati in alcun modo". E ancora: “La violenza si può fermare solo mediante la ferma condanna di modalità inaccettabili e la valorizzazione della cultura del rispetto che è promozione, al tempo stesso, del decoro negli ambienti e del dialogo nei rapporti interpersonali. In questo senso l’impegno della collettività intera di Sapienza è rilevante e risolutivo. Ciò nel pieno rispetto delle persone e dei luoghi respingendo ogni forma di sopraffazione, di spregio del decoro e di violenza contro le persone e le cose”. 

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