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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Emergenza covid: “Nel Lazio in un anno un milione e mezzo di prestazioni sanitarie in meno”

Il report dell’ente analizza l’andamento del comparto sanità nel periodo di pandemia di coronavirus, evidenziando come le risorse siano state concentrate proprio sulla pandemia con ricadute sulla sanità ordinaria

Quasi un milione e mezzo di prestazioni sanitarie in meno in Lazio tra il 2019 e il 2020. Il bilancio è a cura di Cittadinanzattiva Lazio, che ha diffuso il secondo report di monitoraggio dei dati d’accesso alle prestazioni sanitarie dei cittadini laziali.

I dati testimoniano che tra prime visite, visite specialistiche, interventi chirurgici, ricoveri e prestazioni strumentali di diversa natura mancano all’appello 1.433.681 prestazioni sanitarie, non erogate perché l’emergenza covid-19 ha costretto a concentrare le risorse nella gestione della pandemia.

Sanità, in netto calo prime visite ed esami specialistici

Le conseguenze si fanno sentire sul lungo termine, con i soli interventi chirurgici per il tumore al retto in aumento: + 63 operazioni tra il 2019 e il 2020. Tutto il resto  è in calo: calano moltissimo le prime visite (678.500 in meno) seguite dagli esami specialistici (-428.719), dalle prestazioni strumentali (292.618), meno le prestazioni in ricovero ordinario (-24.010) e gli interventi chirurgici (-9.834).

Il report è stato realizzato attraverso la verifica di quanto previsto nel Piano di Governo 2019-2021 per le liste di attesa messo a punto dalla Regione Lazio, e a distanza di 6 mesi dal primo report della stessa organizzazione. L’attività viene svolta da Cittadinanzattiva Lazio attraverso la collaborazione con l’assessorato regionale alla Salute con lo scopo di individuare criticità, segnalare situazioni di sofferenza e produrre i necessari miglioramenti alle azioni di accessibilità ai servizi sanitari regionali.

“Se la Regione Lazio è quella che ha meglio organizzato sistemi di tracciamento, tamponi e vaccinazione contro il covid 19, nel complesso, il servizio sanitario territoriale appare appesantito, fragile e esausto nelle diverse componenti - ha detto Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio - Così come restano le criticità relative alla integrazione effettiva tra ospedale e territorio, tra sociale e sanitario, tra enti locali, Asl e aziende ospedaliere”.

Il report rielabora inoltre i dati presentati dall’organizzazione nel 2019 insieme con la Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza del Lazio, che hanno riguardato il monitoraggio di 24 Pronto Soccorso della Regione: su 1.095.763 di interventi nelle 24 strutture monitorate su dati 2018, i Codici bianchi erano il 2,54%; i Codici Verdi, il 66,38%, i Codici Gialli, il 27,09% e i Codici Rossi appena il 4% del totale degli interventi. Sommando quindi il totale dei Codici Bianchi con quello dei Codici Verdi si tocca il 68,92% del totale.

Pronto Soccorso unico punto di riferimento per i cittadini 

“Permane il rischio di avere solo il Pronto Soccorso come punto unico di riferimento per i cittadini - aggiunge Rosati - Segnale ancora senza risposta di una difficoltà di accesso ai servizi territoriali, un uso probabilmente improprio al Pronto Soccorso, un’incapacità a fare da filtro in modo efficace per una serie di situazioni che potrebbero e dovrebbero essere gestite in altri luoghi. Le stesse situazioni di accesso da strutture tipo le usa in Pronto Soccorso segnalate dai medici del Pronto stesso sono un campanello di allarme della situazione che rischia di non essere correttamente governata, seguita, gestita”. 

Il report di cittadinanza attiva ha inoltre analizzato le prestazioni sanitarie in rapporto al territorio: “Storicamente nel Lazio la città di Roma ha avuto e ha ancora una forte centralità dovuta al numero di abitanti, rispetto alla Regione Lazio nel suo complesso, e all’offerta sanitaria pubblica, privata e privata accreditata - spiegano da Cittadinanzattiva - Nel Report, i dati di accesso ai Pronto Soccorso della città di Roma in rapporto ai quadranti che la compongono evidenziano delle criticità in ordine ad alcuni di questi: per esempio, il quadrante est di Roma rappresenta una sfida e un’opportunità rilevante dal punto di vista del governo della salute pubblica”.

Sanità Lazio, le proposte di Cittadinanzattiva

Cittadinanzattiva ha quindi messo sul tavolo alcune proposte e richieste da sottoporre all’assessorato e al Ministero in ottica di miglioramento: la convocazione dell’Osservatorio regionale per il Governo delle Liste di Attesa del Lazio e a cascata degli Osservatori Aziendali propri delle Asl territoriali, l’avvio di un monitoraggio sui distretti sociosanitari, con il concreto supporto, adeguato sostegno e formale collaborazione da parte della Regione Lazio che coinvolta anche enti locali e organizzazioni civiche.

Ancora, la richiesta di attivare una collaborazione con il Policlinico Tor Vergata perché diventi punti di riferimento territoriale e l’avvio, nel prossimo autunno e in base alla situazione sanitaria, di un programma di reclutamento, formazione e messa in campo di cittadini volontari che possano nei diversi territori assumere la responsabilità di offrire modalità di tutela dei diritti dei cittadini nei diversi ambiti in cui opera Cittadinanzattiva Lazio. 

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