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L'ingresso del San Raffaele Pisana (Fonte Ansa)

L'ingresso del San Raffaele Pisana (Fonte Ansa)

Coronavirus, il San Raffaele Pisana si difende: "Focolaio non è partito da operatori sanitari"

Dalla struttura una risposta a quanto affermato dalla regione Lazio, in merito alla presunta origine del cluster (35 positivi) che ha portato all'isolamento della struttura 

"L'ipotesi più probabile è che il virus sia stato diffuso da alcuni operatori sanitari". Lo hanno ripetuto più volte sia l'assessore alla Salute Alessio D'Amato che il dirigente della Asl Roma 3 Giuseppe Quintavalle, per spiegare, seppur ancora con i dovuti condizionali, l'origine del nuovo focolaio romano di coronavirus nell'istituto riabilitativo San Raffaele Pisana. Frasi che hanno innescato subito le polemiche, con i gestori della clinica intervenuti a rettificare e a difendere il proprio operato. 

"Contrariamente a quanto riportato nelle comunicazioni regionali, dai dati in possesso della struttura e messi a disposizione della Asl sembra emergere una origine derivata dall'invio di pazienti già positivi da parte di alcuni presidi ospedalieri" scrivono in una nota stampa. Il riferimento va all'European Hospital, casa di cura polispecialistica in zona Portuense, da cui sarebbero stati trasferiti alcuni pazienti tra quelli risultati positivi al virus. 

A proposito poi di presunti errori nelle procedure di prevenzione adottate all'interno dell'ospedale, "si precisa che al contrario sono state scrupolosamente rispettate ed applicate tutte le disposizioni nazionali e regionali emanate al fine della protezione dei pazienti ed operatori dal rischio contagio". E ancora, "di tali misure rigorosamente rispettate è già stata fornita piena evidenza fattuale e documentale alla Asl Roma 3". 

Un botta e risposta non nuovo alle cronache. La gestione è la stessa della clinica San Raffaele di Rocca di Papa. Qui scoppiò uno tra i cluster più preoccupanti nei mesi del lockdown. 125 casi positivi e 17 morti. E lo scontro tra regione e proprietà si incentrò allora sulla corretta somministrazione dei tamponi e l'assistenza ai pazienti. La Pisana arrivò ad avviare una procedura di revoca dell'accreditamento. 

Polemiche a parte, al San Raffaele Pisana, il quadro attuale, come detto da D'Amato "è sotto controllo". Da domani partiranno i test anche sui pazienti dimessi nelle ultime tre settimane e sui loro contatto più stretti. "Li troveremo uno a uno" ha rassicurato ancora l'assessore. La struttura nel frattempo è stata isolata. Non si entra e non si esce se non si è autorizzati dalla Asl. I blindati dell'Esercito sono schierati insieme alle volanti della Polizia di Stato, a rafforzamento del cordone sanitario predisposto da Regione e Prefettura. Una piccola zona rossa nella periferia ovest della città. 

In serata l'ulteriore precisazione con una nota dalla Asl Roma 3. "Al momento è probabile che il caso indice del focolaio sia riferibile ad alcuni operatori della struttura anche perché, secondo l’ordinanza regionale del 18 aprile 2020, i pazienti ammessi nella struttura, oltre ad essere sottoposti ad un adeguato distanziamento e l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, debbono per 14 giorni essere posti in isolamento precauzionale. Tuttavia la Asl Roma 3, attraverso il dipartimento di prevenzione e la direzione sanitaria e in collaborazione con il SERESMI, attende le conclusioni dell’indagine epidemiologica".


 

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