"Senza liquidità dallo Stato moriremo": Romina e il grido disperato delle estetiste di Roma

Direttrice di un centro estetico di campo de' Fiori ha lanciato una petizione on line diretta al governo Conte, con 13mila firme raccolte in pochi giorni

Romina Paludi, 37 anni, estetista

"Ci devono dire quando riapriremo come faremo, i clienti avranno paura, dovremo fornire noi le protezioni? e quali?". Già, perché un massaggio al corpo, una manicure, una tinta per capelli fatti a distanza non sono pensabili. E quello di Romina Paludi, 37 anni, estetista, è un grido disperato. Dirige un centro bellezza e benessere in via Santa Maria in Monticelli, zona campo de' Fiori, uno dei 20mila circa sparsi in tutta Italia. I primi a chiudere con l'arrivo del coronavirus, qualcuno ancora prima del decreto governativo che ha imposto il lockdown perché non aveva spazi sufficienti a garantire il distanziamento tra clienti, e gli ultimi, con ogni probabilità, a riaprire. 

Chi tornerà in un centro estetico? 

"I nostri trattamenti non si possono fare a distanza, mi pare ovvio, ma non sappiamo niente sui protocolli che dovremmo applicare - si sfoga a RomaToday - e poi avremo bisogno più di altri di aiuti dallo Stato, perché i clienti avranno timore a tornare da noi". Già, le abitudini si sono adattate al lockdown, a quel che si può fare tra le quattro mura di casa, e forse un trattamento estetico, recepito come superfluo, verrà messo da parte. Dietro una manicure però ci sono lavoratori, famiglie, redditi da tenere in piedi. 

"Abbiamo bisogno di liquidità"

"Ho 37 anni, due bambine, anche mio marito è fermo, lavora nel settore edile" racconta Romina. "Stiamo vivendo con gli ultimi risparmi che avevamo, sono pochi". Il terrore tra gli addetti ai lavori è che riaprire i battenti non basterà. Ci sono gli affitti, le utenze, i leasing, i noleggi dei macchinari e la clienta sarà ridotta al minimo. "Non ci bastano i crediti d'imposta promessi dal governo, abbiamo bisogno di liquidità altrimenti moriremo". 

Quali protezioni e protocolli 

Una liquidità che servirà non solo per le spese ordinarie ma anche per dotarsi di tutte le protezioni necessarie, quando sarà, per fare i trattamenti. Quali protezioni? C'è chi parla di barriere in plexiglass, forse utilizzabili per distanziare le clienti laddove mancasse spazio. Una soluzione molto costosa. Le mascherine, i camici, le visiere protettive? "Non potremmo certo fornirle noi. Dovremmo avere un aiuto". O le opzioni di far entrare una cliente alla volta. "Vuol dire che in un'ora e più di tempo, per una manicure faccio un esempio, l'intero esercizio guadagna 12 euro. Le pare possibile?"

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13mila firme raccolte

Romina si è fatta carico delle istanze di colleghi e colleghe. Ha lanciato una petizione on line che in pochi giorni ha raggiunto le 13mile firme, ben oltre Roma. È diretta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al quale continua a rivolgersi sui social network per avere risposte. Una lunga lista di richieste per non lasciare affogare un settore che più di altri avrà difficoltà. E allora si va dalla sospensione di tutti i mutui, prestiti, noleggi a lungo termine e leasing per 12 mesi, al sostegno all'affitto al 100% e non sottoforma di sgravio fiscale, alla cassa integrazione per i dipendenti per almeno 6 mesi (QUI LA PETIZIONE). "Pur essendo consapevoli dello sforzo che lo Stato ha fatto e continuerà sicuramente a fare vi chiediamo l’adozione di misure straordinarie in grado di impedire il nostro tracollo del nostro settore"

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