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Martedì, 27 Febbraio 2024
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I romani non pagano le bollette: allarme Caritas sulla povertà energetica

Un'indagine svolta su 104 centri di ascolto parrocchiale fa emergere che nel 90% dei casi le famiglie chiedono aiuto per non aver pagato la luce e il gas. Numerosi i casi di distacchi o riduzioni della fornitura

La povertà energetica a Roma è diventato ormai un allarme sociale, le cui radici affondano già da prima della pandemia da Covid-19, ma che si è aggravato con l'aumento dei costi dell'energia. La Caritas di Roma ha presentato il risultato dell'indagine portata avanti con i centri di ascolto parrocchiali della città, in occasione del lancio di "Sguardi", un nuovo foglio che arriva in concomitanza con la giornata mondiale dei poveri che si celebra il 13 novembre. Il quadro che emerge è quello di una diffusa difficoltà, da parte di famiglie e piccoli imprenditori, a pagare le bollette di luce e gas. 

La Caritas interroga 104 centri di ascolto parrocchiali sugli aiuti alle famiglie

Sono 104 i centri di ascolto parrocchiali della Diocesi di Roma che sono stati coinvolti in una indagine preliminare, svolta nell'ambito di un monitoraggio ancora in corso. Il periodo di riferimento è quello di marzo-aprile 2022: "Un campione certamente non rappresentativo - spiegano da Caritas -  anche perché disomogeneo a livello territoriale, ma che, correlato ad altri indicatori dell'attività svolta, permette di tracciare alcune caratteristiche presenti nella realtà romana". 

Nel 2021 la totalità delle parrocchie ha dato aiuto per pagare le bollette

Innanzitutto, emerge che nel 2021 il 99% dei centri ha attivato interventi di aiuto a singoli o famiglie per far fronte al pagamento di bollette insolute. Nel 56% dei casi le richieste erano molte, nel 42,3% sporadiche. In 9 casi su 10 si trattava di utente come luce e gas, solo nell'8% per le rate condominiali in cui rientrano le spese per il riscaldamento nei sistemi centralizzati. Dei 104 centri d'ascolto interrogati (la metà degli esistenti a Roma), più della metà ha avuto a che fare con persone che hanno subito un distacco o una diminuzione di potenza a causa della morosità. 

La spesa per le utenze grava fino al 50% sul reddito di chi chiede sostegno

D'altronde, la spesa per le bollette tra chi si rivolge alle parrocchie rappresenta una grossa fetta del reddito familiare: tra il 26 e il 50% in media. Una difficoltà strutturale e non necessariamente legata, quindi, agli aumenti tariffari più recenti. Nel 36% dei centri, inoltre, vi sono state richieste per l’acquisto di caldaie elettriche di persone che non potevano accedere ad alcun contributo pubblico, vivendo in situazioni di irregolarità amministrativa (affitti in nero, occupazioni senza titolo). In più, nel 77% dei centri di ascolto parrocchiali le famiglie che hanno richiesto aiuto per l’approvvigionamento di energia erano composte da persone con “condizioni di salute cagionevoli” e nel 17% segnalano la presenza di malati che hanno bisogno di utilizzare apparecchiature elettromedicali salvavita. 

Il nucleo assistenza legale Caritas: 1.686 persone assistite tra il 2019 e il 2021 per sfratti e morosità

Tra le iniziative messe in atto dalla Diocesi romana c'è il nucleo di assistenza legale, un osservatorio privilegiato delle problematiche delle famiglie romane. Nel triennio 2019-2021, su 1.686 persone richiedenti sostegno legale, 159 si sono trovate a farlo per morosità delle utenze. "Tutti coloro che hanno usufruito di un accompagnamento legale per le procedure di sfratto per morosità - si legge nel report - contemporaneamente hanno presentato difficoltà a sostenere il pagamento delle utenze, nello specifico quelle dell’energia elettrica. In genere si tratta di nuclei monoreddito, con contratti di locazione a canoni non corrispondenti al valore reale di mercato dell’immobile". Famiglie ignare delle reali conseguenze del mancato pagamento delle rate condominiali - cioè anche lo sfratto - , con due o tre figli minori a carico e in alcuni casi anche con disabilità.  

Il Fondo Anticrisi Caritas: quasi 600mila euro erogati in 20 mesi durante la pandemia

Grazie al Fondo Anticrisi attivato dalla Caritas nel periodo aprile 2020-dicembre 2021, quello di peggiore stretta dovuta al Covid 19, la Diocesi romana ha erogato 1.219 aiuti per un complessivo ammontare di 586.000 euro. Il Fondo prevedeva che ogni parrocchia potesse presentare fino a 5 richieste al mese per un contributo una tantum di massimo 500 euro per coprire spese prevalentemente legate all'abitazione (affitto, mutuo, bollette, rate condominiali). Il 48% delle richieste ha riguardato il pagamento delle utenze come elettricità e gas (250.000 euro circa) a cui aggiungere il 14% di richieste per le spese condominiali. 

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Trincia: "Esistono molte città dentro Roma e non c'è più un solo 'tipo' di povero"

"Esistono molte città dentro Roma: quella dei quartieri residenziali ma anche quella delle periferie - commenta Giustino Trincia, direttore Caritas Roma - dei grandi palazzi popolari con liti condominiali e insolvenze che fermano i riscaldamenti; quella dei campi rom e degli alloggi occupati abusivamente; quella di chi si arrangia in una roulotte o in stanze e baracche di fortuna. Si tratta di situazioni diverse tra loro e anche molto complesse, per le quali non è possibile tracciare una tipologia. Questo perché non c’è più un 'tipo' di povero. Lo stato di indigenza può arrivare improvvisamente a seguito della malattia, della perdita di un lavoro che sempre più spesso è precario e irregolare, di una crisi di sistema come la pandemia o per le conseguenze economiche del conflitto in Ucraina. La povertà energetica – continua Trincia – non si ferma alla capacità reddituale, ma coinvolge anche lo stato dell’alloggio, le esigenze per la salute e per il benessere della famiglia, la capacità di fronteggiare i picchi di temperatura per gli anziani. Individuare e misurare questi aspetti ci porta, partendo dalla povertà, ad indagare il sistema delle relazioni nei nostri territori, l’inefficacia delle politiche pubbliche finora proposte, l’estrema difficoltà a lasciare alle sole scelte di libero mercato la produzione dei beni essenziali come la casa e l’energia".

Le proposte per le istituzioni

Caritas infine chiede alle istituzioni "di prorogare il servizio di maggiore tutela per la protezione delle fasce di popolazione che avrebbero notevoli difficoltà a sostenere gli incrementi - si legge nella nota -. Pubblicare con ogni urgenza i decreti attuativi dei provvedimenti che consentirebbero lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili nel nostro Paese. Rafforzare i provvedimenti, gli investimenti per agevolare l’accesso ai piani di efficientamento energetico anche degli edifici, delle abitazioni delle famiglie, delle persone con redditi più bassi. Ridurre gli oneri fiscali, a partire dall’IVA, gli oneri di sistema, sui consumi energetici delle fasce di popolazione più fragili, sulle famiglie numerose, sulle famiglie con donne sole con bambini o con persone anziane o particolarmente malate".

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