Martedì, 19 Ottobre 2021
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Roma-Viterbo: nessun collegamento ferroviario diretto da Sacrofano a Viterbo

Stato di abbandono sulla tratta extraurbana, molte fermate sono coperte a spot da navette e bus sostituitivi per garantire il servizio

Sali e scendi continuo per i pendolari della ferrovia Roma Nord. Il depotenziamento della linea extraurbana fa sì che, mancando le corse, il tratto tra Sacrofano e Viterbo sia coperto da bus integrativi e non dai treni della Roma-Viterbo. Delle coincidenze rimanenti sulla linea, circa il 30% sono costitute dai bus con cui oggi si spostano gli utenti, servizi sostituivi che coprono le corse mancanti.

Un tragitto spezzettato, con i bus in alternativa al servizio ferroviario per salvaguardare i treni per la tratta urbana. Dal capolinea di Viterbo sono almeno 5 anni che nessun treno viaggia diretto per Roma, i feriali come i festivi, isolando così la fermata e tutti gli utenti che prima vi facevano affidamento.

“A volte i treni extraurbani hanno buchi di 4-6 h al giorno tra una corsa e l’altra - sostiene il Comitato pendolario Ferrovia Roma Nord - per questo servizio da quarto mondo paghiamo 90milioni di euro all' anno all’Atac, per questo abbiamo chiesto un incontro con la Regione Lazio”. Ques'ultima ha promesso di investire 570 milioni di euro per risanare la Roma-Civita Castellana-Viterbo, con 100 milioni di euro di finanziamenti che consentiranno anche di mettere in servizio 6 nuovi treni sulla linea. Nel frattempo che questo avvenga, parte della linea è a binario morto.

Bus al posto dei treni, binario morto dalla fermata Catalano

Nonostante i 160 treni in dotazione che possono coprire il tragitto da Montebello a Flaminio, la Roma-Viterbo si ferma così alla fermata Catalano. Da lì, per raggiungere Montebello, si può far affidamento solo sugli autobus perché mancano 4 treni, così per la tratta da S. Oreste a Flaminio e viceversa. Per il tragitto inverso, da Catalano a Viterbo, invece, si può sperare ancora in qualche treno.

“La tratta extraurbana è stata depotenziata da Atac, per questo oggi molta gente anziché usufuire delle rispettive fermate della linea Roma-Viterbo, sceglie di salire direttamente a Montebello, la prima stazione coperta regolarmente dalla ferrovia”, riporta il comitato portavoce dei pendolari. I comuni limitrofi interessati dalla linea ferroviaria, come Riano, in mancanza di corse sono coperti invece da bus integrativi, Atac o Cotral.

“Il Comune di Sacrofano ha chiesto alla Regione Lazio dei bus Cotral per chi voglia andare a Montebello, purtroppo così facendo quel tratto di ferrovia è inutilizzato”. Chi non vuole arrischiarsela, soprattutto studenti e lavoratori, utilizza il mezzo privato, contribuendo però a intasare la via Flaminia, la Cassia e via Tiberina, arterie che raccolgono tutto il traffico dell’hinterland laziale verso Roma e diventano così impraticabili nelle ore di punta.

Un problema atavico: se la linea non è utilizzata, non arrivano investimenti per riqualificarla. Se la Roma-Viterbo non è ben tenuta, sono gli stessi pendolari che non la prendono, con un abbandono progressivo di una tratta che se per molti è un'alternativa di viaggio, per molti pendolari è l'unica possibile.

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