Coronavirus, Roma e il Lazio verso la zona arancione: indice Rt e ricoveri oltre la soglia. Cosa cambia

Oltrepassata la soglia del 30%: la regione Lazio è tra le nove segnalate nel monitoraggio Agenas. L'incremento è di tre punti percentuali rispetto a una settimana fa

Foto Ansa

Roma e il Lazio stanno per diventare zona arancione, il che significa regole ancora più stringenti di quelle al momento adottate. Da quando l'Italia in tre colori per indicare livello di rischio e regole anti contagio da Coronavirus da rispettare, il Lazio ha resistito. Venerdì, domani, il Ministero della Salute stilerà i nuovi provvedimenti ed il Lazio rischia davvero la zona arancione.

Il piccolo baluardo, il puntino giallo circondato dalle vicine Toscana, Campania, Umbria e Abruzzo cambierà presto colore. Con il prossimo Dpcm però per la prima volta – escludendo il periodo di restrizioni straordinarie di Natale e Capodanno – anche il Lazio potrebbe cambiare colore ed entrare nella fascia arancione. Misure rigide che racconteranno una città con negozi chiusi tutto il giorno (ad eccezione di alimentari, supermercati, farmacie e parrucchieri) e divieto di uscire dal comune di residenza.

Uno scenario che l'assessore alla sanità regionale Alessio D'Amato aveva preventivato immaginandosi un "peggioramento della curva" perché "abbiamo un'onda che si alza come era prevedibile ed occorre massimo rigore e cautela". Tradotto: aumenteranno i casi e aumenterà anche l'indice Rt.

E così è stato. Nell'ultimo rapporto settimanale dell'Istituto superiore di Sanità quello del Lazio era a 0,99, un solo centesimo dalla soglia dell'1, superata la quale i nuovi malati cominciano pericolosamente a crescere con un rischio contagio "unitario". La proiezione, invece, racconta di una regione a 1.1

Al momento sono 78.223 i casi positivi al Covid-19 nel Lazio. Di questi, 75.018 sono in isolamento domiciliare, 2.892 sono ricoverati non in terapia intensiva, 313 sono ricoverati in terapia intensiva (-13 rispetto a ieri), 4.259 sono deceduti e 101.426 sono guariti.

L'indice Rt nel Lazio

D'Amato nei giorni scorsi aveva lanciato un messaggio chiaro: serve più velocità nel distribuire i vaccini (sono state superate le 84mila dosi somministrate) e misure più rigide. 

Il Lazio, proprio lo scorso 8 gennaio, si era "salvato" della nuova stretta. Negli ultimi bollettini la curva dei contagi ha risposto bene, si è abbassata tanto che Roma è tornata sotto quota 800 contagi giornalieri. Il dato, però, è stato comunque rilevante tanto che l'indice di contagiosità del virus in sette giorni è salito di 0.3 punti, e secondo l'Iss è "stabilmente sopra la soglia". 

Secondo l'Unità di crisi Covid, "il rapporto tra positivi e tamponi è all’11%, ma se consideriamo anche i test antigenici la percentuale scende al 5%". Inoltre, stando all'ultimo report regionale, dei casi finora confermati nel Lazio l'età mediana è di 46 anni, equamente ripartiti tra maschi (51,4%) e femmine (48,6%).  

La pressione sugli ospedali resta alta

Detto dell'indice Rt, quello che preoccupa è l'aumento (ancora) della pressione negli ospedali. Nel Lazio sono 78.785 i casi attualmente positivi a Covid-19, di cui 2.850 ricoverati, 323 in terapia intensiva (+13 rispetto a ieri) e 75.612 in isolamento domiciliare. 

Stando ai dati forniti dall'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, i posti letto delle terapie intensive occupati sono oltre la soglia minima del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche individuate dal decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020.

Con il 35% raggiunto nelle ultime ore, infatti, il Lazio è tra le nove regioni italiane che hanno superato il livello di guardia fissato dall'Iss. Stando ai dati del monitoraggio Agenas relative alle ultime 24-48 ore, l'incremento è quindi di tre punti percentuali rispetto a una settimana fa: nell'ultimo monitoraggio in un il Lazio era rimasto in zona gialla, il tasso di occupazione delle terapie intensive era infatti al 32%.

Negli altri reparti, quelli in area "non critica", il Lazio con il 45%: quindi 5 punti percentuali il livello di allerta. La scorsa settimana, proprio per limitare la pressione negli ospedali, la Regione aveva annunciato l'ampliamento di 85 posti a disposizione nelle terapie intensive.

Lazio in zona arancione: cosa succede

Con una zona arancione sempre più possibile, non saranno consentiti gli spostamenti al di fuori del proprio comune di residenza e rimarranno chiusi bar, ristoranti e pasticcerie. Sarà consentito soltanto il servizio da asporto e saranno invece aperti i negozi fino alle 21. Le scuole superiori torneranno in classe il 18 gennaio.

Gli spostamenti all'interno del proprio comune sono liberi dalle 5 alle 22, mentre dalle 22 alle 5 di mattina sono consentiti soltanto spostamenti per lavoro o motivi di salute. Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Un assaggio, d'altronde, lo abbiamo vissuto anche nell'ultimo week end

Quando serve l'autocertificazione nella zona arancione

Nella zona arancione l'autocertificazione serve per spostarsi nelle ore del coprifuoco, quando gli spostamenti sono autorizzati solo per ragioni di lavoro, salute o necessità e urgenza.

Nell'autocertificazione (ecco l'ultimo modulo autodichiarazione disponibile in pdf sul sito del Viminale), il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da: esigenze di lavoro; motivi di salute; altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio. 

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