Just Eat e Caritas portano il "Ristorante Solidale" a Roma: pasti gratis ai bisognosi

Con il patrocinio del Comune inizia un progetto di solidarietà e lotta allo spreco alimentare. Stasera la prima consegna presso la casa famiglia Villa Glori

È stato presentato anche a Roma "Ristorante Solidale", il primo progetto di food delivery solidale ideato e sviluppato da Just Eat, l’app per ordinare online cibo a domicilio. L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e il mondo della ristorazione circa il fenomeno dello spreco alimentare.

A presentare il lancio romano di un percorso nato oltre un anno e mezzo fa e già avviato con successo sia a Milano che a Torino, erano presenti: l’Onorevole Maria Chiara Gadda, proponente Legge 166/2016 “antisprechi”; l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre, il cui assessorato ha patrocinato l’evento; monsignor Enrico Feroci, direttore Caritas di Roma; Daniele Contini, country manager di Just Eat in Italia e Marco Actis, co-fondatore di Pony Zero, un operatore giovane, innovativo e sostenibile  nel comparto dell'urban delivery.

 “Ristorante Solidale” punta ad un ecosistema positivo in cui il food delivery sia al centro e offra l'opportunità,  grazie ai ristoranti partner, di trasformare le eccedenze alimentari e il surplus di cibo in pasti, ma anche di preparare piatti solidali che saranno consegnati, con Pony Zero, a un gruppo di comunità e case di accoglienza selezionate da Caritas di Roma insieme a Just Eat.

Questa sera è prevista la prima consegna, presso la casa famiglia Villa Glori: a partire dalle ore 18:00, una mini flotta di motorini elettrici porterà i pasti alla comunità. Per la prima distribuzione ne saranno preparati circa 80. Altre due destinazioni poi diventeranno, per una volta al mese: il Centro Pronto Intervento Minori Tata Giovanni ed il Centro Pronto Intervento Minori Venafro.

Gadda: “Sprecare non ha senso, recuperare vale doppio”

“La legge “antisprechi” rende possibile recuperare le eccedenze e dare nuovo valore al cibo -  ha affermato l’onorevole Gadda -“Sprecare non ha senso, mentre recuperare è un bene per tutti. Lo sanno Just Eat e Caritas, che grazie alla spinta positiva offerta dalla legge 166 del 2016, hanno creato un progetto che unisce solidarietà e innovazione. Quando una legge cammina sulle scelte di chi sa guardare alle persone più fragili e ai loro bisogni, allora diventa patrimonio culturale della intera collettività”.

Baldassarre: “Rendiamo la nostra città sempre più inclusiva e solidale"

Sulla stessa lunghezza d’onda, l’assessore Baldassarre: “Ogni mese il sistema di accoglienza di Roma Capitale garantisce circa 1.442 pasti presso le strutture e 600 pasti a domicilio alle persone in condizioni di fragilità e di vulnerabilità. Si tratta di oltre 24.500 pasti ogni anno. Un lavoro che viene sviluppato tramite una forte sinergia con il privato sociale, configurando una solida alleanza tra istituzioni e associazioni. Per Roma Capitale questo importante impegno è coordinato dalla Sala Operativa Sociale che mette a disposizione di oltre mille persone ogni giorno un posto letto, un pasto caldo, una doccia, abiti puliti, coperte, consulenza legale, assistenza sociale, supporto nella ricerca di un impiego e la possibilità di iniziare un percorso di affrancamento dalla condizione di fragilità e di raggiungimento dell’autonomia. L’evento di oggi dimostra e certifica l’importanza di costruire raccordi funzionali anche con operatori dei vari settori, affinché tutti utilizzino i propri strumenti e le proprie competenze per rafforzare i percorsi di inclusione e per rendere la nostra comunità sempre più coesa e solidale”, spiega l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre”.

Feroci: “Il cibo che si butta via è come se lo si rubasse dalla mensa del povero”

Ha offerto altri spunti l’intervento di Feroci, direttore ella Caritas di Roma, che ha anche lanciato un appello affinché si fermi la deriva razzista e di scontro presente ed alimentata in Italia. Sull’iniziativa, invece, ha affermato: “Il cibo che si butta via è come se lo si rubasse dalla mensa del povero. Ce lo ha ricordato Papa Francesco. Proprio dalle parole del Pontefice nell’enciclica “Laudato Si’”, emerge come gli sprechi siano la conseguenza di quella cultura dello scarto nata dal pensiero individualista dei nostri giorni. Solo in Italia, ogni anno, si stima che le eccedenze non sfruttate di alimenti – ben 145 kg di beni per famiglia - abbiano un valore di 16 miliardi di euro. Progetti come quello che presentiamo oggi, in cui collaborano aziende leader nel settore della ristorazione, del mondo del volontariato e le istituzioni, sono importanti soprattutto a livello culturale. Iniziative che si affiancano alle attività di sensibilizzazione che come Caritas di Roma realizziamo con oltre 4.000 studenti delle scuole superiori della Capitale che, quattro volte all'anno, vengono coinvolti nelle giornate della Raccolta alimentare per gli Empori della solidarietà.”

Contini (Just Eat): “Promuoviamo un circuito virtuoso”

Contini ha spiegato la scelta di portare Ristorante Solidale a Roma: “Essere qui rappresenta per noi un traguardo significativo in termini di sensibilizzazione sui temi della solidarietà e della lotta allo spreco alimentare, anche nel mondo della ristorazione. Abbiamo deciso di portare il progetto a Roma perché nei grandi centri i fenomeni critici come lo spreco alimentare hanno indubbiamente un impatto molto più elevato rispetto al resto d'Italia e siamo quindi certi che un progetto come questo, in cui stiamo credendo moltissimo, possa fungere da leva per avviare un circuito virtuoso tra persone, ristoratori e istituzioni. Da febbraio 2017 Ristorante Solidale ha avuto grande adesione e successo, e questo ci ha permesso di aiutare oltre 1.600 persone con circa 3.000 pasti caldi cucinati tra Milano e Torino, e consegnati in circa 16 comunità delle Caritas delle due città”.

Actis: “Solidarietà e sostenibilità le nostre parole d’ordine”

Ha chiuso la girandola di interventi il co.fondatore di Pony Zero, Marco Actis: “Per Pony Zero questa giornata rappresenta il giusto premio per aver creduto nel progetto sin dall’inizio. Sappiamo bene quanto la città di Roma sia sensibile a progetti di solidarietà e crediamo quindi che anche qui Ristorante Solidale possa esprimere al meglio l’essenza della propria natura umanitaria. È stata finora un’esperienza ricca di soddisfazioni e aver supportato il progetto di Just Eat a Milano, a Torino e ora nella Capitale, ci rende veramente molto orgogliosi perché, oltre a dare il nostro contributo nella consegna dei pasti, ci da la possibilità di dimostrare che è possibile tutelare le nostre città effettuando consegne senza inquinare. Siamo fortemente convinti infatti che il percorso di sostenibilità sociale a cui mira un progetto come Ristorante Solidale, debba essere parallelo a quello di una sostenibilità ambientale a cui le nostre grandi città devono ambire”.

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Tutti i locali convenzionati al Ristorante Solidale

Protagonisti di Ristorante Solidale, i 14 Ristoranti già partner di Just Eat che per primi hanno aderito al progetto: Metro Gourmet Attitude, King of Salad, Sushi in the box, Burger King, Pani e Ripieni, Banco Fast Food, I love Burger, Naturale, Brasserie 28, T-Bone Station che partecipa all’iniziativa anche a Torino, TBSP – The BBQ & Smoke Project, Bakery House, Tyler e Chicchi’s. Ognuno metterà infatti a disposizione, oggi per la prima consegna e dai prossimi mesi una volta con cadenza mensile, porzioni di cibo come pasta, riso, piadine, hamburger, panini, piatti di carne, verdure e pane. I pasti verranno consegnati alle comunità del Centro Pronto Intervento Minori Tata Giovanni, del Centro Pronto Intervento Minori Venafro e della Casa Famiglia Villa Glori, arrivando a un numero di pasti garantiti di volta in volta e composti da cibo non sprecato e piatti solidali donati in parte da Just Eat e in parte dai ristoranti stessi.

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