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Roma torna indietro: dopo 13 anni addio differenziata, torna la raccolta stradale. Rabbia dei residenti

Le immagini e i racconti da Colli Aniene, quartiere di Roma capofila nella raccolta porta a porta dei rifiuti. Malgrado i risultati tornano i cassonetti stradali

 

La fine di un’era. Per alcuni può sembrare esagerato, ma non è così. Perché se il tema è quello dei rifiuti in una città come Roma, quando si smantella un modello di raccolta porta a porta valido e con ottimi risultati da più di dieci anni (era sindaco Veltroni) per riportarlo alla stradale, non può essere definito in altro modo: un fallimento.

Siamo a Colli Aniene, quartiere del IV municipio dove dal 30 settembre scorso sono tornati i cassonetti sulla strada. Le domus aree costruite, i locali tecnici messi a punto con tanto di tastierino numerico, l’impegno dei cittadini alla differenziazione dei rifiuti: tutto da gettarsi alle spalle. Spese, tra l’altro, sostenute dagli stessi abitanti a suo tempo e per i quali ora sono anche disposti a fare una causa risarcitoria ad Ama. “Questa è senza dubbio un'opzione - spiega Gabriella Masella, presidente del comitato di quartiere -. Ma la cosa che fa più rabbia è come sia stata gestita tutta la faccenda, senza alcun confronto con i cittadini, e per via di una denuncia alla Asl di zona che avrebbero fatto alcuni operatori Ama per il mancato rispetto degli standard di sicurezza nel lavoro manuale. E questo dopo 13 anni”.

Sul caso anche la neo assessora ai Rifiuti di Roma Capitale, Katia Ziantoni, con una dura lettera indirizzata ai vertici della municipalizzata: La  contravvenzione della Asl non impone il ritorno allo stradale, ma obbliga l'azienda ad operare nel rispetto delle normative sulla sicurezza - scrive Ziantoni -. Tale considerazione risulta doverosa per evitare che passi, come sta già passando in questi mesi, il messaggio per cui il sistema stradale sia il miglior modello di raccolta solo perché economicamente più sostenibile". 

Ma non finisce qui, perché si assiste ad un quartiere spaccato a metà, dove nella parte ovest restano i bidoncini (ormai posizionati in strada dallo scorso mese di marzo) per una pap che non è mai decollata: “Avessero messo qui i cassonetti li avremmo accolti quasi con gioia vista che non ha mai funzionato il servizio - dice Stefano Grossi, amministratore di condominio e membro del comitato di quartiere -, invece sono andati a toccare ad est, dove il sistema funzionava”.

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