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Campo rom del Foro Italico, via gli ultimi abitanti: per loro case a Ostia e ai Parioli

Sono 12 le persone in carico ai Servizi sociali del municipio II di Roma che nella mattinata di oggi, martedì 15 settembre, sono state trasferite dal campo rom del Foro Italico sgomberato più di un mese fa

 

Sette persone, tra cui un minore, sono stati destinati ad un alloggio di proprietà del II municipio. Tre, tra cui un bambino, sono stati invece accompagnati in un appartamento di Ostia di Ipab Asilo Savoia. Due, invece, restano in carico al servizio d'accoglienza del Comune di Roma. Questi, come illustrato dal dipartimento municipale, gli ultimi trasferimenti dalla baraccopoli di via del Foro Italico sgomberato un mese fa. Gli unici, su circa 200 che vivevano li prima dell’operazione di polizia, in carico e gestiti dai servizi sociali e la sala operativa del Campidoglio.

“Gli altri hanno trovato sistemazioni di fortuna tra Monte Antenne e lati del Tevere - racconta Giuliana, una storica abitante di questo insediamento -, nascosti ma ci sono. Noi invece accettiamo di farci sistemare, non abbiamo alternative, anche s non sappiamo dove ci porteranno e in che condizioni”. La ragazza spiega anche come “da quando è accaduto tutto questo ho perso il lavoro, mio figlio non ha potuto iniziare la scuola”.

Separazione dei nuclei familiari , ma non per tutti. Una coppia viene condotta insieme nell’alloggio a loro destinato. “A me questo non è stato permesso - continua Giuliana -, ho un secondo figlio che non è stato segnato e ora non so se potrò portarlo con me”. Arrivano gli assistenti sociali del municipio con l’elenco e le destinazioni. Sul posto gli agenti della Polizia locale di Roma Capitale e del gruppo Spe che, oltre a gestire la situazione dopo lo sgombero, supporto le operazioni di trasferimento.

Mentre l’enorme distesa di rifiuti che arrivava fino al fiume Aniene, piano piano viene bonificata. “Ma ci vorrà almeno un altro mese”, sentiamo dire tra gli addetti. Macchine di Ama e mezzi pesanti di Innocenti fanno avanti e indietro per gestire e smaltire queste tonnellate di immondizia.

Arrivata alla sua destinazione, Giuliana racconta: “Dovremo pagare le utenze, quindi non ci dicano che danno a noi tutto gratis. L’alloggio è condiviso con un’altra persona ed è temporaneo per sei mesi o un anno. Non so come farò a pagare tutto visto che al momento non lavoro, ma voglio pensare che sia ius inizio, in attesa di potermi ricongiungere con mio marito e il mio secondo bambino”. Per loro continuerà un progetto di integrazione e inclusione lavorativa curato dai servizi sociali municipali.

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