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Scappato a Roma durante il regime di Videla, dopo 47 anni ritrova il figlio rapito dai militari

Julio Santucho ha riabbracciato il terzogenito, nato mentre l'allora compagna del dissidente argentino era sotto sequestro da parte della giunta. Le Nonne di Plaza de Mayo in 40 anni sono riuscite a ritrovare 133 "nipoti" desaparecidos

Julio Santucho, storico militante del Partito argentino dei Lavoratori e acceso dissidente della giunta militare guidata da Jorge Rafael Videla tra il 1976 e il 1981, ha ritrovato il suo terzo figlio. La notizia è stata accolta con entusiasmo dalla comunità internazionale e anche dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Santucho, infatti, è stato a lungo esule nella Capitale per sfuggire alle ritorsioni e alle minacce del regime dittatoriale e sanguinario. 

Il "nipote 133", cioè il 133° della ancora lunga lista di bambini rapiti in Argentina dal regime di Videla durante la sua esistenza, non ha voluto rendere pubbliche le sue generalità e alla conferenza stampa di annuncio, organizzata dall'organizzazione delle "Nonne di Plaza de Mayo", non era presente. Quello che si sa è che è cresciuto con un membro della sicurezza nazionale e una infermiera, affidato dai militari dopo la sua nascita in cattività e registrato come loro figlio nel 1977. La madre biologica, Cristina Navajas, era stata sequestrata nel 1976 ed era al secondo mese di gravidanza. Il padre biologico è Julio Santucho, che ha altri due figli. 

"Apprendo con grande gioia ed emozione la notizia del 'ritrovamento', grazie alla prova del Dna, del terzo figlio di Julio Santucho - scrive Gualtieri in una nota - cittadino argentino per tanti anni esule a Roma, insieme agli altri suoi due figli. Le Nonne di Plaza de Mayo hanno ritrovato un altro bambino diventato adulto, il "nipote 133", l’ennesima vittima che la feroce dittatura argentina aveva strappato alla madre fin dalla nascita". "Anche Roma continuerà a fare la sua parte. continua il Sindaco riferendosi alla quarantennale lotta per il ritrovamento dei bambini desaparecidos - . A maggio dell’anno scorso, abbiamo inaugurato in Piazza dell’Esquilino, proprio davanti all’Ambasciata argentina, un mosaico in onore della battaglia condotta da queste straordinarie “nonne”. E nell’ottobre successivo ho visitato personalmente la sede delle “Abuelas” a Buenos Aires. Rivolgo un abbraccio forte a Julio Santucho che ha ritrovato un figlio".

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