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Residence Campo Farnia: "Tra infiltrazioni e rifiuti, ecco come viviamo"

Dopo la denuncia sui riscaldamenti non funzionanti, riportata da Romatoday, alcuni inquilini tornano a denunciare le condizioni della struttura alloggiativa temporanea

Dopo le denunce sul mancato funzionamento dei riscaldamenti, riportate da Romatoday e in parte risolte con un intervento di manutenzione, gli abitanti del residence di Campo Farnia tornano a fare sentire la propria voce sulle condizioni del centro di assistenza alloggiativa temporanea dove, ormai da decenni, vivono circa un centinaio di famiglie. Infiltrazioni negli appartamenti, alloggi chiusi, in parte perché inutilizzabili, e una montagna di rifiuti ingombranti accatastata in cortile. Una serie di fotografie fatte arrivare alla redazione di Romatoday denunciano uno stato di scarsa manutenzione.

“L’ultimo fatto è avvenuto una decina di giorni fa, quando in un appartamento è entrata dell’acqua dal soffitto, ormai tutto scrostato, con l’intonaco crollato per l’umidità”, denuncia Ivano, un inquilino del residence. “L’acqua ha distrutto il soffitto del bagno ed è corsa lungo i muri della camera dove dormono due minori arrivando fino agli appartamenti sottostanti”. 

Alcune immagini mostrano invece appartamenti con muri coperti di muffa nera. “Il settimo piano è quasi completamente disabitato. Anche se la guaina del tetto è stata sistemata quando piove l’acqua filtra lungo i muri”. E ancora. Nel cortile del residence sono ammassati molti rifiuti ingombranti. “Alcuni sono stati gettati perché si sono rovinati a causa delle infiltrazioni, altri erano stati abbandonati nelle cantine che sono state svuotate perché la situazione non era sostenibile, tra mobili marci e topi. Ora però questi rifiuti restano lì e nessuno è più intervenuto per buttarli via. Per portarli nell’isola ecologica, cosa che ho provato a fare, ti chiedono di mostrare i bollettini con il pagamento della Tari ma noi inquilini del residence non paghiamo le utenze così non posso buttarli”. 

Un’altra foto mostra un tombino completamente scoperto. “In questo stabile vivono molti bambini, è pericoloso. Il tombino ce lo siamo sistemati da soli, perché le segnalazioni devono compiere ogni volta dei lunghi giri burocratici e spesso non sortiscono alcun effetto.  Molti inquilini ormai sono rassegnati, ma noi vogliamo far sentire la nostra voce. Dovevamo stare qui dentro per poco tempo, ci siamo da decenni. E mentre l’ultima famiglia a cui è stata assegnata una casa popolare è uscita sette mesi fa, continuiamo a denunciare le condizioni abitative di questo residence”.

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