Coronavirus, no alle visite domiciliari dei medici: Regione deposita il ricorso contro il Tar

Lo ha comunicato l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato. Intanto i medici della Fimmg Roma si esprimono contro la sentenza del Tar: "Continuiamo a fare il nostro lavoro"

"E' stato depositato stamani, in Consiglio di Stato, il ricorso sulla sentenza del Tar del Lazio per le visite domiciliari dei medici di medicina generale". Lo ha comunicato l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato. Il Tar del Lazio aveva infatti stabilito che l'affidamento ai medici di Medicina generale dell'assistenza domiciliare dei malati di Covid19, le cosiddette Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), è in contrasto con la disciplina emergenziale attualmente in vigore. Il ricorso era stato avanzato dal Sindacato dei medici italiani (Smi) del Lazio.

Una scelta che non è piaciuta a tutti nel settore. Il segretario provinciale della Fimmg Roma, Federazione italiana dei medici di famiglia, Pier Luigi Bartoletti: "Il ricorso dello Smi è vergognoso, ha fatto fare alla categoria una figuraccia", ha detto, all'agenzia Dire Bartoletti. "Noi continuiamo a fare il nostro lavoro, a effettuare oltre cento visite domiciliari al giorno con le Uscar, e non lasciamo soli i colleghi degli ospedali". Poi ha aggiunto: "Da venerdì è previsto un brusco calo delle temperature e sappiamo che il freddo attiva i virus influenzali. Quindi ci aspettiamo un aumento di chiamate dei cittadini per malattie da raffreddamento". 

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