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Referendum tpl, il giorno dopo: "Raggi e Meleo indecenti. Atac ancora a rischio fallimento"

A parlare è il deputato +Europa e promotore del referendum consultivo, nullo per il mancato raggiungimento del quorum fissato al 33 per cento

"Non raggiungere il quorum è una sconfitta per un'amministrazione che ha nella democrazia diretta una sua finalità. E' incredibile come questo sia rivendicato come una vittoria politica". Così Riccardo Magi, deputato di +Europa e promotore del referendum consultivo su Atac. Ieri il voto dei romani chiamati a esprimersi sulla messa a gara del trasporto pubblico, ma alle urne si è recato solo il 16 percento degli elettori. Troppo poco perché fosse valido. Il quorum era fissato al 33 percento. "Il nostro Paese - ricorda Magi - è l'unico che ha un ministro per la democrazia diretta, Fraccaro, e più volte era intervenuto per l'abolizione del quorum sostenendo che il primo passo per consentire la democrazia diretta sia l'abolizione del quorum". Questo perchè, prosegue Magi citando Fraccaro, "consente ai sostenitori del NO di fare sia una campagna per il NO che boicottare il referendum, e spesso si usa questa seconda strategia". 

E ancora Magi attacca la sindaca e l'assessore ai Trasporti: "Le parole del sindaco Raggi e dell'assessore Meleo sono indecenti. Hanno gettato la maschera e dimostrato che il Campidoglio si è comportato come un Comitato per l'astensione" . "Da parte dell'amministrazione capitolina - aggiunge - non c'è stata attenzione per svolgere attività istituzionali che le amministrazioni hanno l'obbligo di svolgere quando si tiene un referendum". 

Poi sulla situazione di Atac e sul concordato preventivo: "Nei prossimi mesi ci aspettiamo un peggioramento. Il rischio fallimento è tutt'altro che sventato, da parte dell'amministrazione non c'è alcun piano alternativo".

Tornando al referendum, l'idea è quella di rivolgersi ai magistrati. "Faremo ricorso al Tar. L'amministrazione M5S ha modificato lo statuto di Roma Capitale togliendo il quorum sui referendum. L'ha fatto lo stesso giorno in cui è stato indetto il referendum cioè il 30 gennaio 2018. A nostro avviso, e secondo una giurisprudenza molto diffusa, vale questa norma anche per il referendum che s'è appena svolto". 

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