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Raccolte fondi per l'Ucraina: ecco come evitare di essere truffati

Breve vademecum della Polizia Postale per assicurarsi che i soldi donati finiscano effettivamente a chi ne ha bisogno

La guerra in Ucraina sta moblitando tutti, in modi diversi. C'è chi organizza raccolte di beni di prima necessità e farmaci, chi si rende disponibile ad accogliere le mamme con i bambini che fuggono dai bombardamenti e dalla fame, addirittura chi si mette in macchina o alla guida di pullmini che arrivano in Polonia o Romania per caricare profughi al confine e condurli in Italia dove vivono da tempo amici e parenti. C'è poi chi dona somme di denaro, operazione di gran cuore ma che nasconde dei rischi. La truffa è dietro l'angolo, per questo la Polizia Postale ha deciso di diffondere un breve vademecum per evitare che la generosità di molti possa essere sfruttata a vantaggio di pochi, di certo non del popolo ucraino. 

Innanzitutto è importante tenere a mente che le raccolte di fondi a scopo benefico "vengono generalmente concordate con l'ente pubblico al quale la somma è destinata - fa sapere la Polizia - che in genere pubblicizza sulle sua pagine ufficiali". Quindi se qualcuno diffonde messaggi in cui si chiedono soldi per questa o quell'altra organizzazione, è bene fare un piccolo passaggio e verificare direttamente sui siti ufficiali. 

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"Pur essendo possibile che una raccolta fondi non autorizzata possa poi effettivamente giungere al destinatario indicato - spiega ancora la Postale - è importante che, prima di effettuare la donazione, si verifichi sulla pagina ufficiale del destinatario la presenza delle coordinate bancarie, facendo attenzione alle richieste di versamento su carte di credito ricaricabili". 

Infine un suggerimento: in caso di dubbio, è consigliabile contattare gli uffici della Polizia Postale e delle Comunicazioni sul territorio direttamente sul sito www.commisariatodips.it. 

        

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