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Quanti posti ci sono per chi scappa dalla guerra a Roma e nel Lazio: il punto dall'unità di crisi

Barbara Funari, assessore capitolino alle Politiche sociali e salute, ha sintetizzato quello che è il senso dell'azione della task force messa in piedi il 2 marzo: "Roma accoglie nel suo abbraccio gli ucraini in fuga"

Quanti posti ci sono per le persone in fuga dalla guerra in Ucraina, a Roma e nel Lazio? Quanti profughi sono stati accolti, al momento, attraverso i canali ufficiali della task force messa in piedi dal Campidoglio? Se n'è parlato in prefettura, durante la prima riunione dell'unità di crisi per l'emergenza, istituita con un decreto del presidente della regione Lazio Zingaretti.

All'incontro, presieduto dal prefetto Piantedosi hanno partecipato anche il sindaco Roberto Gualtieri e l'assessore alle politiche sociali Barbara Funari. L'unità di crisi ha definito le linee di indirizzo per l'assistenza dei cittadini in fuga dalla guerra. Nel corso della riunione la protezione civile regionale, incaricata di gestire la prima fase dell'accoglienza immediatamente successiva all'ingresso, ha ribadito che metterà a disposizione circa 10.000 posti su tutto il territorio regionale. Successivamente i profughi saranno stabilmente accolti nelle strutture della rete CAS e SAI.

Ai profughi ucraini la protezione temporanea

La Prefettura sta già provvedendo ad estendere la capienza del sistema di accoglienza attraverso la contrattualizzazione di nuove strutture nel territorio di Roma e provincia. La rete in ogni caso si sta attrezzando per far fronte a qualunque necessità consegua all'afflusso massiccio di persone in fuga dalla guerra. "Ai profughi ucraini sarà riconosciuta la protezione temporanea, un permesso di soggiorno della durata di 12 mesi, rinnovabile per altrettanti 12 mesi, che darà accesso anche alla possibilità di lavorare", spiegano fonti di palazzo Valentini. Già sono pervenute in Questura le prime istanze.

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2mila chiamate d'aiuto

"Abbiamo ricevuto finora 2mila chiamate e più di 700 mail con la task force che abbiamo allestito per l'emergenza Ucraina. - ha detto l'assessora capitolina alle Politiche Sociali Barbara Funari - Abbiamo ricevuto tantissime richieste di aiuto ma anche offerte di ospitalità, di famiglie felici di ospitare chi arriva da questa guerra. Abbiamo già iniziato ad accogliere, grazie all'accordo con gli hotel cittadini, abbiamo sistemato più di 140 persone. Roma accoglie nel suo abbraccio gli ucraini in fuga".

500.000 euro a favore dei comuni per l'accoglienza

Nel frattempo l'ufficio di presidenza del consiglio regionale del Lazio ha stanziato 500.000 euro a favore dei comuni per le attività di accoglienza e assistenza ai cittadini ucraini che sono già arrivati o che arriveranno nel territorio della nostra Regione. "La Regione Lazio è vicina alla popolazione ucraina, questo contributo va nella direzione della mozione approvata all'unanimità dall'Assemblea consiliare mercoledì 2 marzo, con la quale si impegna la Giunta a garantire l'accoglienza dei profughi che sono costretti a scappare dalle loro case", afferma Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio.

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Il supporto sanitario

Anche da un punto di vista sanitario, il sistema d'accoglienza è in moto. "Già è partito un primo convoglio di medicine dalla nostra regione e siamo pronti ad ospitare nei nostri ospedali, in particolare nei reparti oncologici, i bambini e le bambine che non possono più avere garantite le cure in Ucraina", ha sottolineato il presidente Nicola Zingaretti. 

Quindi, c'è il tema riguardante il percorso vaccinale, per chi non si è ancora immunizzato dal covid. Prosegue l'attività presso l'hub di Termini per i cittadini ucraini e "presto sarà attivo anche l'hub di Ostiense che sarà il secondo polo operativo su Roma, garantiranno l'attività di screening covid, le vaccinazioni anche quelle pediatriche, ma è importante anche lo screening per la tubercolosi (Tbc). - ha spiegato l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato - In tutte le province le asl hanno predisposto hub per la vaccinazione Covid e rilascio Stp ai profughi ucraini".  

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