Ristoranti chiusi alla 18, i titolari sulle barricate: "Vogliamo vedere studi su contagi e focolai nelle nostre attività" 

Le associazioni di categorie, con diversi esponenti romani, sono state ricevute dal premier Giuseppe Conte. In programma per il 2 novembre una grande manifestazione statica in piazza del Popolo

Immagine della protesta sotto palazzo Chigi

Sono stati ricevuti dal premier Giuseppe Conte, ma le rassicurazioni non bastano e soprattutto non frenano le proteste. I commercianti romani non hanno alcuna intenzione di frenare la battaglia. Per oggi pomeriggio è in programma un nuovo flash mob in piazza Trilussa, cuore di Trastevere. Per il prossimo 2 novembre una grande manifestazione statica - in sicurezza, assicurano gli organizzatori - in piazza del Popolo. Tutti contro le nuove misure contenute nel Dpcm del 24 ottobre, ossia la chiusura alle 18 delle attività di ristorazione, bar, locali.

Perché se fino a venerdì le lamentele erano contro il coprifuoco dalle 24 alle 5 fissato da un'ordinanza della Regione Lazio, ora i provvedimenti a livello centrale peggiorano ulteriormente il quadro. Una chiusura quella alle 18 giudicata ingiusta dai diretti interessati, date le tante precauzioni prese in questi mesi, dal distanziamento alle mascherine agli igienizzanti, che ora all'improvviso sembrano non servire più. 

"Le chiediamo ufficialmente di fornirci gli studi e le evidenze scientifiche prodotte dal Comitato tecnico scientifico che dimostrino che i ristoranti, i bar, i pub, le pizzerie e tutti i luoghi della somministrazione sono la causa della risalita dei contagi" scrive Mio Italia, Movimento Imprese Ospitalità, associazione di imprese che operano nel settore Ho.Re.Ca., Ospitalità e Turismo, in una lettera arrivata sul tavolo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ieri pomeriggio, una delegazione è stata ricevuta dal premier. 

"Attendiamo di conoscere l'entità degli interventi del DPCM, in primis il fondo perduto, soprattutto nella tempistica della modalità di erogazione. Non abbiamo più tempo da perdere, le nostre attività sono al collasso" spiega la segretaria di Mio Italia Roberta Pepi, titolare del ristorante Robertino di via Panisperna, a Monti. 

"Si parla di ingenti misure di sostegno, non ben definiti miliardi di euro a fondo perduto erogati entro la metà di novembre, direttamente sui conti correnti tramite Agenzia delle Entrate ma aspettiamo di leggere nero su bianco. Interventi su affitti, attenzione alle startup, proroga della Cassa Integrazione e rapporto con le banche gli altri provvedimenti necessari e prioritari. Il Premier Conte si è impegnato a convocarci di nuovo i primi di dicembre per verificare lo stato dell'arte del nostro comparto". Nel frattempo però la lotta non si ferma. E le forme di mobilitazione in piazza, è la promessa, saranno quotidiane. 

Dal presidente Conte anche Fabio Mina, presidente di Lupe Roma e Fipet Confesercenti. "Abbiamo depositato tutte le nostre istanze. A detta del presidente Conte parliamo di ingenti misure di sostegno. Aspettiamo di conoscere la vera entità dei provvedimenti. Non molliamo". 

"I sacrifici fatti per resistere agli effetti della pandemia dagli operatori economici attivi nel turismo, nella ristorazione, nell'artigianato, nell'organizzazione di congressi, fiere, eventi e cerimonie, così come nel cinema, nel teatro e nelle associazioni sportive, rischiano di essere stati vani a causa delle restrizioni imposte dall'ultimo Dpcm" commentano anche dalla Cna di Roma. "A seguito dell'annuncio delle nuove misure, il barlume di speranza che si era acceso con la fine del lockdown è tragicamente scomparso. Tutti gli investimenti messi in campo dagli operatori economici per ripartire non produrranno alcun effetto a causa delle nuove regole in vigore da oggi e le chiusure imposte provocheranno perdite insostenibili per la continuità aziendale. Per tutte quelle attività che avevano ricominciato a lavorare almeno di sera, come i ristoranti, il fatturato del periodo sarà vicino allo zero".

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