Computer e libri a terra, la protesta degli studenti dell'Albertelli: lezione a distanza davanti al liceo

Una ventina di ragazzi ha studiato per strada davanti all'istituto: "Il Governo non ha fatto abbastanza per farci tornare a scuola in sicurezza e in presenza"

Anche a Roma si diffonde la protesta degli studenti delle scuole superiori contro la didattica a distanza. Dopo la mobilitazione del liceo Cavour di Monti, questa mattina è stata la volta del liceo Pilo Albertelli di via Manin, all’Esquilino. Computer portatili, libri, quaderni e scotch di carta per segnare le distanze, una ventina di ragazzi ha fatto lezione a distanza seduto a terra davanti al proprio istituto.

“Questo flash mob nasce dall’esigenza di contestare un Governo che non ha fatto abbastanza per farci tornare a scuola in sicurezza e, soprattutto, in presenza”, ha raccontato a Romatoday Valeria Cigliana, rappresentante dell’istituto. “Abbiamo fatto in modo di non essere troppi, così da rispettare le distanze di sicurezza in ogni momento della mattinata”, ha spiegato, “ma non possiamo non denunciare che la didattica a distanza crea studenti di serie A e studenti di serie B perché penalizza chi non ha una connessione o un dispositivo personale. Chiediamo invece che la scuola torni a essere una priorità”, ribadisce riprendendo uno degli slogan scritti sui cartelli che hanno accompagnato la protesta.

“Noi studenti ci stiamo trovando malissimo con la didattica a distanza non solo perché ci manca la socialità ma anche perché le regole non sono chiare", continua. "Non sappiamo come verremo valutati e quante ore possiamo stare davanti al computer. Si studia senza condividere, come se fossimo dei contenitori da riempire, con la sensazione di essere isolati e senza la percezione di cosa accade fuori”. 

L’iniziativa di oggi è una delle tante organizzate in tutta Italia contro la didattica a distanza nell’ambito del movimento scattato subito dopo il lockdown ‘Priorità alla scuola’, che vede fianco a fianco studenti, genitori e insegnanti. La protesta del liceo Pilo Albertelli di questa mattina non è la prima e non sarà neanche l’ultima. 

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