Giovedì, 18 Luglio 2024
Attualità Trastevere / Piazza Mastai

Tutti contro tavolini e dehors: a Roma cittadini in piazza. Con loro anche il I municipio

Comitati e cittadini di tutta Italia si riuniranno sabato 18 novembre a Trastevere, luogo simbolo della malamovida

Cittadini di Roma ed altri provenienti da tutta Italia si ritroveranno nella Capitale per protestare contro "l'invasione di strade e marciapiedi" di bar e ristoranti. Tutti in piazza, quindi, per ribadire la contrarietà alla proroga dei dehors, decisa con un emendamento approvato in Senato che, di fatto, ha posticipato a dicembre 2024 la fine del regime semplificato per l’occupazione di suolo pubblico da parte delle attività che comministrano cibo e bevande. Sebbene, secondo dei recenti sondaggi, la maggior parte degli italiani sia favorevole a consumare pasti, bibite ed aperitivi all'aperto, chi vive nelle zone della movida sembra essere di avviso completamente diverso. Per questo, al fianco delle realtà associative che hanno lanciato l'iniziativa e dei semplici cittadini ci sarà anche la giunta del I Municipio Roma Centro, che ha deciso di aderire alla protesta. L'obiettivo è quello di rivedere i regolamenti e, soprattutto, porre fine al regime emergenziale che durerà, invece, per tutto il prossimo anno. 

La protesta

L'evento, organizzato dalla 'Rete di associazioni per una città vivibile' (Racv) in programma sabato 18 novembre dalle 11:30 a piazza Mastai a Trastevere, luogo simbolo soprattutto della malamovida , accoglierà persone provenienti da tutta Italia, anche loro contrarie a sedie e tavolini “liberi” nelle loro città. All’iniziativa hanno aderito comitati e associazioni di Catania, Angri, Napoli, Foligno, Caserta oltre a quelli di Roma, ovviamente. Del resto, con l’emendamento del senatore di Fdi Andrea De Priamo sono state “scavalcate” le amministrazioni locali di tutto il Paese le quali, magari, avrebbero voluto vedere cambiate le regole sui dehors.

Ha deciso poi di aderire alla protesta anche la presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi, insieme al resto della giunta. Del resto, il suo territorio è quello maggiormente coinvolto dalla proroga votata in Senato. Tanto per fare un esempio, nel 2022, nel periodo post covid, in tutta Roma sono arrivate circa 6000 domande di Osp e ben 3300 riguardavano solo locali del I municipio. Sebbene un quinto delle richieste sia stato respinto, rimane il fatto che il centro storico sia quello che più di altri andrà a subire l’effetto della proroga. Una zona, tra l’altro, in lotta con gli abusivi, colpiti da centinaia di multe e ordinanze di chiusura.

"Siamo stati i primi a schierarci contro questo provvedimento – ha fatto sapere, in una nota, la presidente del Municipio Roma I Centro, Lorenza Bonaccorsi - perché lo riteniamo dannoso e inconciliabile con la vivibilità del nostro centro storico. Chiediamo quindi che il Parlamento ci ascolti e ritiri questa proroga, come chiesto anche da tanti sindaci italiani. In ogni caso noi continueremo nella nostra opera di rimozione dei dehors e delle strutture irregolari. Ricordo che ad oggi ne abbiamo fatti smontare oltre 200 in due anni".

Malamovida con o senza dehors?

Se secondo associazioni e comitati i dehors e, in particolare, le regole semplificate per tavoli e sedie di bar e ristoranti favoriscono la mala movida, per le associazioni di categoria la realtà e all’opposto: sono questi presidi e garantire un minimo di legalità nelle piazze e negli spazi pubblici.

Dopo l’annuncio della presidente Bonaccorsi, Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio, ha fortemente criticato la posizione del I Municipio. Secondo il rappresentante dei gestori dei locali di food and beverage, infatti, Bonaccorsi “dovrebbe rappresentare le imprese e la filiera turistica della città, patrimonio e valore di Roma. Una scelta incomprensibile, soprattutto a seguito di diversi incontri fatti dalle associazioni di categoria con l’ente territoriale. Come Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio chiediamo a questo punto al I Municipio di fornire alla città, attraverso i suoi uffici tecnici, i dati e i numeri in metri quadrati delle Osp in loro possesso”.  

Per Pica non è giusto accostare “la malamovida ai tavolini degli esercenti, binomio che non ci appartiene”. Bisognerebbe, invece, controllare di più “i minimarket che in barba a ogni legge continuano a prosperare nel centro storico a danno dei cittadini e a svantaggio delle attività commerciali regolari. E su questo tema proponiamo anche un’assemblea pubblica tra istituzioni, cittadini e associazioni di categoria”.

Come fatto anche in passato, Pica tende una mano all’assessore al commercio di Roberta, Monica Lucarelli. Secondo lui la proroga potrebbe essere utile “per avere un tempo maggiore per mettere in campo un regolamento sulle Osp normato e condiviso. Al contrario, siamo pronti a manifestare in piazza a difesa non solo delle imprese penalizzate ma anche dei tanti lavoratori - secondo i nostri dati circa 10mila - che rischierebbero il posto di lavoro”.

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