Martedì, 18 Maggio 2021
Attualità Garbatella / Piazza Oderico da Pordenone

La Regione ascolta i lavoratori del gioco pubblico: "Incontro positivo, possibile proroga della legge"

Possibile proroga di almeno 12 mesi per l'entrata in vigore della legge sul distanziometro che coinvolgerà le attività del gioco pubblico del Lazio

Ottenuto un incontro tra una delegazione dei lavoratori del settore del gioco con il Capogabinetto della regione Lazio, prevista probabile prorogata di 12 mesi.

A seguito della manifestazione di ieri, dove centinaia di lavoratori del gioco hanno manifestato attraverso striscioni e sit-in davanti le porte della regione, un incontro è stato concesso alla delegazione delle associazioni dei Lavoratori del Gioco pubblico e di Donne in Gioco, che sono stati ricevuta da una rappresentanza della Regione per riuscire dialogare rispetto l’entrata in vigore della L.R. 05 Agosto 2013. Nessuna abrogazione concessa, ma un possibile slittamento di un anno, ad agosto 2022. Con molta probabilità il tema verrà affrontato nuovamente in Consiglio regionale tra fine giugno ed inizio luglio.

L’incontro

"È stato un incontro positivo. Quello che ci hanno dato quasi per certo, ma dovremmo aspettare i primi di luglio per l’ufficialità, è la proroga dell'attuazione della legge, spiega Marco Mandolesi, imprenditore del comparto giochi e organizzatore della manifestazione. Ci è sembrata una cosa molto concreta, abbiamo parlato con il capo di gabinetto ed è stata messa all'ordine del giorno del prossimo consiglio - ha aggiunto -. Il secondo punto che abbiamo chiesto, perché' è chiaro che la sola proroga non serve a nulla, è la possibilità di aprire un tavolo di confronto con una rappresentanza di tecnici ed esperti del settore per poter modificare questa norma”.

Le motivazioni dei lavoratori a contrasto della legge

Nella manifestazione svoltasi ieri pomeriggio in piazza Oderico da Pordenone numerosi lavoratori hanno espresso il loro dissenso, secondo quanto hanno espresso i rappresentanti, “spazzare via questa attività comporterebbe degli effetti collaterali: l'aumento del Gioco d'azzardo illegale e la ghettizzazione nei posti in cui si dovrebbero aprire questi luoghi”

“Non si può dal giorno alla notte far sparire un intero settore più che altro perché' parliamo di attività regolamentate, di un settore autorizzato. -dice Mandolesi- Chiediamo in questo periodo di proroga di poterci confrontare con chi la deve scrivere". Un periodo che permetterà alle attività di riorganizzarsi e di sperare in un cambio di marcia o una rivalutazione di zone e distanze".

"Zingaretti se ci mandi a casa le mafie ringraziano" si legge su uno striscione che sottolinea il rischio, già sottolineato dagli esercenti del gioco pubblico legale, di lasciare via libera al gioco clandestino, la manifestazione infatti dal nome "Non lasciate il Lazio in mano alle mafie" è promossa dalle associazioni Lavoratori del Gioco pubblico e Donne in Gioco.

Da Pescara per sostenere i colleghi del settore del gioco laziale

Sul posto anche moltissime donne lavoratrici del settore che da altre regioni sono venute a Roma per sostenere i colleghi del Lazio. Come Deborah Cinque, lavoratrice di una sala bingo a Pescara, Claudia Firli esercente di due agenzie scommesse a Roma, Federica Di Tommaso lavoratrice sala Bingo Pescara fanno parte del Comitato donne in Gioco. "Stiamo manifestando dal 12 gennaio: in piazza Montecitorio abbiamo iniziato con una manifestazione che si è poi trasformata in un presidio durato tre mesi. Il nostro settore purtroppo è discriminato sotto tutti i punti di vista, perché' ci sono tanti problemi e non ultime le leggi regionali - ha spiegato Deborah - Siamo qui a sostegno anche dei nostri colleghi laziali. In Piemonte il 30 maggio la legge verrà attivata per cui sparirà il Gioco legale dalla regione Piemonte. Speriamo che non succeda la stessa cosa qua nel Lazio, queste leggi regionali andranno piano piano a toccare tutte le regioni italiane. Noi pensiamo di essere tra i settori più discriminati perché' nonostante abbiamo protocolli rigidi, siamo una delle attività ancora chiuse e senza una possibilità perché' ad oggi non abbiamo una data". concluso Federica Di Tommaso: "Noi siamo chiusi ma l’illegalità va avanti. Il nostro lavoro oggi è stato messo in mano alle mafie"

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