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Coronavirus, Usb protesta al San Camillo: "Servono assunzioni stabili"

La mobilitazione è scattata dopo la decisione dell'ospedale di sospendere i ricoveri ordinari

Una delegazione del sindacato Usb della Federazione di Roma ha protestato questa mattina davanti all'ospedale San Camillo. La mobilitazione nasce dalla decisione della struttura sanitaria di bloccare le "accettazioni ordinarie" in risposta all'aumento della richiesta di ricoveri da parte di pazienti affetti da Covid19 e per procedere con la riconversione delle aree da destinare ai contagiati, così come previsto dall'ordinanza della Regione Lazio del 21 ottobre scorso

"Aumentano di giorno in giorno i pazienti positivi al Covid non solo nel pronto soccorso ma anche nei reparti ordinari. L’aumento dei contagi è esponenziale anche tra operatori e operatrici sanitarie che in alcuni reparti sono sottoposti al tampone ogni tre giorni", raccontano da Usb. "L'unica risposta è stata il blocco dei ricoveri al San Camillo. Intanto il nuovo pronto soccorso inaugurato la scorsa settimana da Zingaretti e D’Amato è ancora chiuso perché non c’è il personale".

Per il sindacato di base la "soluzione non è il blocco dei ricoveri. Servono investimenti forti sulla sanità pubblica, massicce assunzioni stabili. Gli ospedali non possono essere aziende".

Nella nota il sindacato fa sapere che per lunedì 9 novembre, nel pomeriggio, è in programma un incontro con il direttore generale della struttura ospedaliera. Per lo stesso giorno, alle 10, è in programma un presidio sotto al ministero della Salute per chiedere "assunzioni stabili". 
 

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