Movimenti in presidio a palazzo Chigi: "Prendiamo parola, blocco degli sfratti e reddito"

Con mascherine e distanziati, una decina di attivisti con striscioni e megafono davanti alla sede del Governo

Dal blocco degli sfratti e del pagamento delle utenze a misure di sostegno al reddito. Questa mattina i movimenti per il diritto all'abitare, il sindacato di base Asia Usb e la rete giovanile Noi restiamo hanno protestato davanti a Palazzo Chigi per "riprendere la parola" perché gli "annunci fatti dal governo fino ad oggi non sono in grado di rispondere alla situazione". Una conferenza stampa, più che un presidio, messa in campo con una formula che si addice al periodo di quarantena non ancora concluso nel rispetto di tutte quelle precauzioni che l'epidemia richiede: una decina di persone, tutte dotate di mascherina e distanziate tra di loro.

Un inizio, "perché la situazione sociale è insopportabile", con la volontà di tornare a farsi sentire presto "davanti alla prefettura dopo il 4 maggio". Un altro luogo simbolo dal momento che in cima alla lista delle richieste c'è proprio "il blocco degli sfratti e delle utenze" per dare risposte alle migliaia di persone che hanno perso reddito a causa della pandemia e che non riescono più a pagare. Altra richiesta, per ora rimasta solo un "annuncio", è un reddito per tutti. Un reddito "serio" e non la "politica delle elemosine messa in campo fino ad oggi con i buoni spesa". Tra le risorse a cui attingere, per gli attivisti scesi in strada oggi, la possibilità che "chi ha di più si tassi per aiutare chi sta morendo di fase", una patrimoniale, ma anche "tagliando le spese militari e le grandi opere inutili".

Non è mancato un passaggio sui bambini: "Sui loro bisogni il governo non ha speso nemmeno una parola mentre non possono muoversi nè esplorare il mondo". Tra le mani una lettera per richiedere un "provvedimento urgente di sospensione del pagamento degli affitti e delle utenze, per un rilancio delle politiche pubbliche della casa e per un reddito per tutti" indirizzata al presidente del consiglio Giuseppe Conte e alla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli. "Fino ad oggi non ci hanno risposto, proviamo a portare queste richieste direttamente qui, davanti a palazzo Chigi". 

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