Santi Pietro e Paolo, boom di prenotazioni: 40mila romani scelgono un agriturismo

Nel post-lockdown le mete green si confermano in cima alle preferenze dei romani. Turismo Verde-Cia: “La buona tavola continua ad esercitare una forte attrazione”.

Un agriturismo. Foto d'archivio.

La quarantena ha rafforzato il desiderio di trascorrere il tempo libero all’aperto. Il trend, già osservato durante le prime settimane della fase 2, è confermato. 

Boom di prenotazioni

L’occasione è offerta dalla festa dei patroni di Roma. Il 29 giugno, il giorno in cui ricorre la celebrazione di San Pietro e Paolo, arriva subito dopo il fine settimana. Un ponte utile per allontanarsi dal traffico, in crescita, della Capitale verso mete decisamente più green. Secondo Turismo Verde, l’associazione di promozione agrituristica di CIA-Agricoltori Italiani, saranno più di 40mila i romani che trascorreranno almeno una notte lontano dall’Urbe. “Per chi ha scelto le strutture laziali, sono circa 1.300, di cui il 40% nella provincia di Viterbo – fa notare Turismo Verde – ha prevalso la mezza pensione”. 

Il ponte del 29 giugno

Questo significa che, oltre a pernottare in un ambiente a contatto con la natura, i cittadini della Capitale potranno beneficiare anche di un’eccellente offerta enogastronomica. Di qualità ed a prezzo conveniente. Tra l’altro, secondo la stima della CIA, per festeggiare i santi patroni, i romani hanno messo in conto “una spesa media pro capite di circa 55 euro”.

Il richiamo del settore enogastronomico

Il boom di prenotazioni previsto per il ponte del 29 giugno, secondo la Cia fornisce anche un’altra indicazione. Dimostra che “L’elemento enogastronomico è uno dei maggiori fattori di attrazione per chi sceglie gli agriturismi” e pertanto è assume “un’importanza sia culturale che economica”. La buona tavola ed i prodotti d’eccellenza nel campo enologico, quindi, continuano ad essere un volano per il turismo.  

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Il traino per la ripresa

Ma se la tradizione culinaria è una delle ragioni principali per scegliere i territori rurali, “ad attrarre i vacanzieri è anche la ricca offerta di attività en plein air” ha ricordato la Confederazione italiana degli agricoltori. Fattorie didattiche per i bambini,  attività sportive all’aria aperta,  percorsi archeologici e  naturalistici diventano così un motore per la ripresa d’un settore che ha pagato un pesante dazio al nuovo Coronavirus. Per l’ampia filiera produttiva legata al turismo si tratta di un’ attesa iniezione di fiducia. 
 

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