Pranzo di Natale alla Comunità di Sant'Egidio: migliaia di persone alla tavola dei poveri

Impagliazzo: "E’ un popolo in cui chi aiuta si confonde con chi è aiutato"

Centinaia a Roma. Oltre 60 mila in tutta Italia. Oltre 240 mila in tutto il mondo. Sono tantissime le persone, poveri e senza tetto, che, come si apprende in una nota, anche quest'anno hanno partecipato ai pranzi di Natale organizzati dalla Comunità di Sant'Egidio. A partire dalla basilica di Santa Maria in Trastevere, dove questa tradizione è stata avviata nel 1982 con un piccolo gruppo di anziani che altrimenti, il giorno più bello dell’anno, sarebbero rimasti soli, la Comunità è riuscita a far sedere tanti, diversi tra loro, alla stessa tavola: dai senza dimora ai rifugiati venuti con i corridoi umanitari in Europa, ai bambini di strada e ai minori in difficoltà delle grandi bidonvilles dell’Africa e dell’America Latina. 

“E’ un popolo in cui chi aiuta si confonde con chi è aiutato" ha commentato il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo "una grande famiglia in cui c’è posto per tutti. La larga partecipazione di quest’anno dimostra che è possibile rispondere alla cultura della rassegnazione e della chiusura, che a volte sembra dominante, restituendo a tanti la speranza di un futuro da costruire insieme”.

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Cresce la solidarietà: sono in aumento i volontari che si sono offerti per aiutare, non solo preparando i pranzi e servendo a tavola, ma anche conoscendo i poveri che sono amici della Comunità durante tutto l’anno. A Santa Maria in Trastevere, al saluto finale che si accompagna ai regali (tutti “personalizzati” data la conoscenza degli invitati), oltre al parroco don Marco Gnavi, è intervenuto anche il nunzio della Santa Sede in Italia, monsignor Emil Paul Tscherrig: “Vi porto la benedizione di Papa Francesco che è spiritualmente qui insieme a voi. In questo Natale ci ha ricordato che abbiamo lo stesso padre: siamo quindi tutti  fratelli perché si apra un anno di pace”.

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