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A Roma sono 400 le pietre d'inciampo che ricordano le vittime del nazifascismo

Con la posa di 7 placche d'ottone in viale di Trastevere, il numero delle Stolpesteine sale a 400. Il progetto in Italia è partito proprio dalla Capitale

Salgono a 400 le pietre d’inciampo posate a Roma dall'artista tedesco Gunter Demnig in memoria delle vittime del nazifascismo. 

Lunedì 23 gennaio 7 nuove “Stolpesteine" sono state incastonate nell’asfalto in viale di Trastevere, in ricordo dei deportati delle famiglie Sabatello-Citoni e Miele. Le pietre sono state sistemate davanti alle abitazioni delle famiglie, e si aggiungono alle 38 deposte la scorsa settimana in diversi quartieri romani, in occasione della Giornata della Memoria 2023, fissata al 27 gennaio.

Proprio per celebrare la Giornata della Memoria, il COmune di Roma ha messo a punto un intenso calendario di eventi partiti il 23 gennaio e riuniti nella rassegna "Memoria genera futuro".

Cosa sono e cosa significano le pietre d’inciampo

Le piccole placche d’ottone incastrate nell’asfalto o tra i sanpietrini, nelle intenzioni dell'ideatore del progetto (che le posa in prima persona), rappresentano un imprevisto richiamo alla riflessione sulla violenza nazifascista, un “inciampo” mentale, appunto, e un monito a tramandare la memoria di fatti e persone appartenenti alla storia del '900. Ognuna riporta un’incisione sulla superficie superiore che ricorda nome e cognome, data di nascita, data e luogo di deportazione e data di morte delle vittime delle persecuzioni naziste.

Le prime pietre di inciampo sono state installate a Colonia nel 1995, e da allora il progetto si è esteso sino a includere oltre 70.000 pietre in tutta Europa. In Italia, le pietre d’inciampo sono state posate per la prima volta proprio a Roma nel 2010 grazie all’iniziativa Arteinmemoria sotto l'alto Patronato del presidente della Repubblica. Il progetto è curato da Adachiara Zevi, che si avvale anche di un comitato scientifico composto e di un comitato organizzativo.

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