Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Caricamento in corso...
Caricamento dello spot...

Piano di zona Osteria del Curato: anziani a rischio sfratto in case in liquidazione

Cooperativa in liquidazione e case in mano al commissario liquidatore. Nel 2017 l'avviso di disdetta dei contratti: da allora per gli inquilini l'incubo sfratto

 

Maria, 93 anni, vive da quasi 14 in una casa costruita in edilizia agevolata a Osteria del Curato. Si tratta di un piano di zona, un quartiere realizzato su terreni del Comune e finanziato in parte con soldi erogati dalla Regione proprio perché destinato a famiglie con redditi bassi. I costi della palazzina dove abita Maria, per esempio, sono stati coperti all'80 per cento con oltre 2 milioni e mezzo di euro dietro il vincolo di essere affittata a prezzi ribassati e a lungo termine a persone con più di 65 anni. Nonostante queste agevolazioni Maria, negli anni, ha versato 28mila euro di affitto in più rispetto al dovuto e oggi si ritrova con un contratto scaduto e un appartamento di proprietà di una cooperativa in liquidazione coatta amministrativa.

Tra il 2013 e il 2014, proprio come accaduto a Maria, gli inquilini residenti in oltre 1700 abitazioni dei piani di zona si sono visti decurtare gli affitti. Questo perché dall’importo finale, elaborato dalle cooperative e approvato dai funzionari comunali, non era stato sottratto il finanziamento pubblico. Le lettere sono state inviate in autotutela dal Campidoglio a 80 operatori per un totale di oltre 41 milioni di euro di soldi pubblici non sottratti.

Dopo l’abbassamento dei canoni molte cooperative hanno dichiarato fallimento o non sono più riuscite a pagare i mutui contratti con le banche che hanno avanzato richieste di pignoramento. A Osteria del Curato la cooperativa che ha costruito il palazzo di via Achille Capizzano dove vive Maria è in liquidazione coatta amministrativa. Il Comune di Roma deve ancora ricevere oltre 400mila euro di opere di urbanizzazione. La banca 580mila euro di mutui non pagati. Le cifre non dovute versate dai 27 inquilini ammontano a oltre 700mila euro. Un elenco a cui si aggiungono i 2 milioni e 600 mila euro di finanziamenti a fondo perduto erogati dalla Regione.

Il commissario liquidatore, in coordinamento con il ministero dello Sviluppo Economico che ha il compito di vigilare sulle cooperative, sta tentando di raggiungere un accordo tra i vari creditori e di vendere questi immobili a parenti fino al terzo grado degli anziani che, vista la loro età e le pensioni basse, non potrebbero mai ottenere un mutuo in banca. Lo farebbe a un prezzo massimo di cessione ribassato delle cifre in eccesso già versate dagli attuali inquilini. Per la vendita, per una casa già finanziata all'80 per cento, la richiesta economica si aggira attorno ai 70 mila euro.

L'allarme per gli anziani residenti è scattato nell'ottobre del 2017 con l'arrivo della disdetta dei contratti. Di fronte a questa notizia il Comune di Roma aveva avviato l'iter per la decadenza del diritto di superficie al termine del quale terreni e tutto ciò che vi è stato costruito sopra diventano comunali. Ma l'iter per la decadenza non è stato portato a termine. “Stiamo affrontando numerosi casi di fallimento le cui caratteristiche sono diverse da palazzo a palazzo. Ci sono casi in cui i debiti accumulati sono superiori al valore degli immobili. Mi chiedo come sia stato possibile accettare mutui così alti”, racconta a Romatoday l'assessore all'Urbanistica comunale, Luca Montuori. Nei casi di fallimento il Comune non interviene con le decadenze. “Interverremo solo nel caso in cui chi comprerà all’asta non rispetterà i vincoli previsti”.

Quest’ultima richiesta spetta alla Regione Lazio. “Stiamo cercando di intervenire in tutti i fallimenti trovando soluzioni pratiche per tutelare il fine sociale che giustifica l’uso di queste risorse”, ha spiegato Valeriani. Molti aspetti sono ancora da definire. Non è chiaro infatti se i nuovi proprietari saranno obbligati ad affittarle a costi agevolati. Quest’ultimo passaggio è ancora oggetto di confronto tra le parti perché il vincolo dell’affitto, come già accaduto in altre procedure come queste, è considerato decaduto. E intanto gli anziani, che pensavano di aver trovato la soluzione alla loro vecchiaia, aspettano di capire dove finiranno.

Potrebbe Interessarti

Torna su
RomaToday è in caricamento