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Vaccini, è il giorno dei primi richiami. Preoccupa il rallentamento delle consegne di Pfizer

Nella giornata dei richiami, l'allarme per il taglio delle dosi annunciato dalla casa farmaceutica. Nel Lazio 12.000 dosi in meno

La giornata dell'immunizzazione, simbolica quasi come quella del 27 dicembre. Sono partiti oggi i richiami dei vaccini effettuati in prima somministrazione lo scorso 27 dicembre. "Tra oggi e domani faremo il richiamo agli operatori sanitari e delle Uscar che sono stati vaccinati il 27 dicembre. Sono in tutto 130", ha detto il direttore sanitario dell'istituto Francesco Vaia.  

La seconda dose

"Dopo la seconda dose togliere la mascherina? Per il momento no - ha detto Vaia- ma è un atto di prudenza. Noi sappiamo che l'efficacia del vaccino è del 95%, il problema è la latenza della carica virale che non sappiamo di che tempo sia. Fino a quando non avremo un numero di vaccinati tali da poter essere più tranquilli, è prudente che ciascuno di noi continui a mettere la mascherina". "È andata bene e, come dopo la prima dose, non ho avuto problemi adesso con la seconda. Vaccinatevi tutti, è l'unico modo per uscirne", ha detto il medico Eleonora Mastria, 27 anni, dopo aver ricevuto la seconda dose.

Il rallentamento di Pfizer

Allo Spallanzani stamattina per l'avvio dei richiami anche l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato e l'occasione è stata buona per fare un punto sulla campagna di vaccinazione in atto. 

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"Abbiamo messo in piedi una macchina poderosa qui nel Lazio, ma ora aspettiamo altre dosi", ha detto Vaia, direttore dello Spallanzani. Vaia si riferisce al rallentamento nella consegna dei vaccini annunciato dalla Pfizer.  La multinazionale ha ridotto di circa 165 mila dosi il nuovo invio di vaccini. La decisione di Pfizer è stata - spiega il commissario Domenico Arcuri - "unilaterale" e ha "unilateralmente redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano. Di conseguenza, e in modo del tutto arbitrario", nella "prossima settimana a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi". Una decisione "non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, produrrà un'asimmetria tra le singole Regioni". 

Nel Lazio 12.000 dosi in meno

Al Lazio 12.000 dosi in meno. Vaia: "il problema dell'approvvigionamento c'è. Eviterei un ingigantimento del problema. È un peccato perché abbiamo messo in piedi una macchina organizzativa davvero poderosa. Speriamo che anche in sede di comunità europea l'Italia possa essere messa in condizioni di avere più dosi possibili", ha concluso.

L'assessore D'Amato punge: "Il problema non è il trasferimento di dosi ma averle tutte. Non siamo poi nelle condizioni di trasferirle in quanto abbiamo già 100mila pazienti che devono essere sottoposte a richiamo. Nei prossimi 14 giorni non abbiamo tecnicamente nessuna possibilità di fare trasferimenti. Il tema è come paese avere dosi necessarie".

"La riduzione delle dosi da parte di Pfizer comporta un rallentamento di questa macchina nel momento in cui eravamo pronti ad accelerare ancora. La capacità nostra è quella di arrivare a 20mila somministrazioni al giorno, oggi stiamo lavorando con 5 mila. Ci preoccupa la situazione di Pfizer, speriamo si risolva il prima possibile", ha poi aggiunto all'Adnkronos l'assessore.

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