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Papa Francesco ad Ariccia per la settimana di Esercizi Spirituali

Papa Francesco ad Ariccia per gli esercizi spirituali del periodo quaresimale. Lasciato il Vaticano, il Pontefice da ieri si trova nella Casa del Divin Maestro quasi per una settimana, fino a venerdì, per partecipare con la Curia Romana alle meditazioni guidate dall'abate Bernardo Gianni dell'abbazia toscana di San Miniato al Monte che avranno come filo conduttore il tema 'La città dagli ardenti desideri: per sguardi e gesti pasquali nella vita del mondo'.

La meditazione, ispirata al testo di una poesia di Mario Luzi, ieri sera avrà per titolo 'Siamo qui per questo'. Da lunedì a giovedì ci  saranno due meditazioni quotidiane, una la mattina alle 10 e una al pomeriggio alle 16.30. Venerdì, ultimo giorno, ci sarà solo la meditazione della mattina, prima del rientro del Pontefice in Vaticano.

Il ritiro si apre ogni giorno con la celebrazione della messa e si conclude con i vespri e l'adorazione eucaristica. Questi i temi delle  altre nove meditazioni: 'Il sogno di La Pira', 'Siamo qui per  ravvivarne col nostro alito le braci', 'Il presente di infamia, di  sangue, di indifferenza', 'Ricordate?', 'Gli ardenti desideri', 'Le  sue bandiere di pace e d'amicizia', 'Stringiamoci la mano', 'Stellò  forte la notte' e 'La città posta sul monte'.

A guidare gli esercizi spirituali sarà l'abate di san Miniato al Monte che terrà le meditazioni sul tema 'La città dagli ardenti desideri. Per sguardi e  gesti pasquali nella vita del mondo'.

Don Bernardo Francesco Maria Gianni, voluto da Francesco, si ispirerà a Giorgio La Pira e al poeta Mario Luzi. "Ho scelto Luzi - ha spiegato l'abate all'Osservatore Romano - perché con la poesia esprimeva molto bene il tema sul quale potevo mettere a disposizione al meglio la mia anima e la competenza della mia vita monastica, cioè lo sguardo sulla città che la basilica di San Miniato al Monte permette. È assimilabile allo sguardo con cui Gesù guarda Gerusalemme".

"La poesia di Luzi- ha spiegato il monaco - ha il grande pregio di aver interpretato tutto questo, parlando di memoria, di  speranza, di fuoco degli antichi santi. Certamente, c'è il rischio che il fuoco si attenui nel tempo, ma con la forza dello spirito si può  riattizzare. Questo è il senso dell'immagine degli ardenti desideri:  cercare di dare continuità al grande sogno di La Pira. Che era il  sogno con cui immaginava Firenze una nuova Gerusalemme, una città  piena di bellezze teologali capace di attirare tutte le nazioni per un progetto di pace e di giustizia".

L'abate che guiderà gli esercizi spirituali spiega anche quanto vi sarà della tradizione benedettina e monastica nei suoi esercizi: "Questi esercizi sono un' estensione delle modalità benedettine di vivere la Parola, la liturgia, il confronto con i Padri nella realtà presente. Un'estensione che prolunga lo sguardo del monaco dal chiostro alla città che è di fronte al monastero. Nella prospettiva che il monastero non è un'alternativa alla città, ma una testimonianza esemplare, paradigmatica, autentica, nella quale la città potrebbe ritrovare le ragioni della sua vocazione, del suo mistero, presente e futuro. San Miniato fa parte della realtà organica della città per cui il nostro contributo non può che essere per la città una coerenza benedettina, con la quale testimoniare l'amore per il tempo, la cura degli spazi, l'operosità nel lavoro, la vita fraterna, l'accoglienza".

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