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Foto Ansa

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Vaccini con dosi avanzate, come funziona la 'panchina' nel Lazio che si basa sul metodo israeliano

D'Amato: "La nostra modalità è quella di richiamare, facendo un check nel pomeriggio, coloro che già sono prenotati chiedendo loro di anticipare"

"Vaccinare chiunque passa con dosi avanzate". Poco meno di una settimana fa il commissario straordinario all'emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, aveva indicato prima la strada a 'Che tempo che fa' approfondendo la "questione delle dosi buttate" e, con un'ordinanza firmata il 16 marzo, ha disposto che "le dosi di vaccino eventualmente residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate, per ottimizzarne l'impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l'ordine di priorità individuato".

Una linea che aveva spinto, in molti, a pensare di recarsi fuori dagli hub vaccinali, dalle Asl o dagli studi medici sperando di ottenere una dose avanzata. Le persone alle quali saranno somministrate i vaccini in più, i cosiddetti 'panchinari' del Covid, saranno invece convocati presso i centri vaccinali. Ma come? Ogni regione si sta organizzando da sè nel Lazio - come spiegano fonti della Pisana - si pescherà tra coloro che si sono prenotati per i giorni successivi, quindi sempre all'interno delle categorie indicate dal piano.

La 'panchina' dei vaccinati del Covid

In sostanza, come specificato anche dall'assessore alla sanità regionale Alessio D'Amato sabato in visita all'hub vaccinale della Nuvola, "non è che un cittadino si reca presso un centro vaccinale e aspetta": "Abbiamo delle liste di prenotazioni e per noi la 'panchina' consiste in un check fatto ad un determinato orario, in cui si verificano le disdette per quel giorno, le poche dosi che rimangono vengono usate per la vaccinazione domiciliare. È inutile presentarsi agli hub".

Il metodo israeliano dei vaccini

Una linea figlia del metodo israeliano adottato nel Lazio dopo numerose call con la task force del Maccabi: ogni Asl o punto vaccinale si crea ogni giorno la sua 'panchina' in previsione delle persone che, il giorno successivo, non si presentano, per non avere così problemi con gli sprechi delle dosi. Le 'panchine', quindi, sono costituite da persone già in lista nei giorni successivi. Oppure, come spiegato da D'Amato sabato, si fa un punto a metà giornata e si inviano le dosi per le vaccinazioni a domicilio prenotate.

Secondo l'Assessore dalla Sanità della Regione, inoltre, la gestione delle 'panchine' vaccinali, può essere fatta anche i medici di medicina generale: "È giusto che anche loro non sprechino dosi avanzate, ma devono tenersi nel giusto target". Ossia, non possono somministrare AstraZeneca, Pfizer o Moderna a chi non rientra nella fascia o categoria che va vaccinata in quel determinato momento: "Se fanno così è giusto". D'altronde, come più volte ribadito dallo stesso D'Amato, il Lazio continua e percorrere la strada del metodo israeliano: "Dividere per classi d'età consente di andare di corsa senza perder tempo nel fare elenchi e verificarli".

Le indicazioni e le informazioni per i vaccini nel Lazio

Arrivano le dosi di Moderna, attesa per Johnson & Johnson 

Nel frattempo è corsa contro il tempo per il reperimento delle dosi. Nella giornata di ieri, all'aeroporto di Pratica di Mare, è arrivato il secondo carico di vaccini Moderna, per un totale di 333.600 dosi. Dopo la suddivisione da parte del personale del Ministero della Salute, è immediatamente iniziata la distribuzione nelle varie regioni. Ad aprile, invece, dovrebbe arrivare il primo carico di anche del vaccino di Johnson & Johnson: "Non appena ci sarà il monodose sarà fornito alle farmacie che sono 1.500 sparse in tutti i comuni anche i più piccoli", ha aggiunto sabato D'Amato che però non ha voluto nascondere le difficoltà con il reperimento di AstraZeneca nel prossimo mese: "Ci saranno problemi di approvvigionamento. Bisognerà valutare con molta attenzione anche per garantire le seconde dosi che partiranno dal 10 maggio. Di converso avremo invece un aumento della disponibilità del vaccino Pfizer e questo ci consentirà di diminuire complessivamente il livello delle somministrazioni. Ma di passare sin da subito a un livello di 30mila somministrazioni al giorno".

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